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Gabriele Gori e Sara Bergomi al ristorante Fresco di Cosenza

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COSENZA – All’appuntamento con il cronista arrivano al “Fresco” (un locale di tendenza di Cosenza) con la luce negli occhi. Sono felici, belli, giovani e coccolati da una città che è diventata la “nostra città”. Lui si chiama Gabriele, lei si chiama Sara. Lui è il bomber del Cosenza, lei è la figlia di Beppe Bergomi. Proprio lui, lo zio d’Italia, il campione del Mondo del 1982, l’amico del cuore di Caressa.

Gabriele Gori e Sara Bergomi sono fidanzati da 5 anni, ma ne hanno soltanto 21. Il loro amore è il primo amore: quello delle fughe al mare, della corsa in moto, dei cinema senza fiato, l’amore puro, spensierato, frizzante.

Sara è un fiume in piena, Gabriele un attimo più timido. Lei è una milanese, milanese “ti dico la verità. Cosenza non la conoscevo proprio, ma…”. Lui è un toscano toscano “viviamo a Rende e si sta molto bene…”. Però la città di Firenze è la sua patria.

Sara si divide tra Milano e Cosenza: “quando non ci sono io la cucina di casa Gori resta limpida e pulita…”. Gabriele risponde: “non è vero, cucino anche io…”. Si punzecchiano come fanno le giovani coppie, ma si guardano negli occhi e si piacciono.

Per amore Sara lo ha seguito a Foggia e Arezzo. Nella città toscana sono stati travolti dalla prima ondata di Covid. In quel periodo duro, quando si è chiusa l’Italia, Gabriele e Sara si sono ritrovati blindati in una casa piccola piccola: “ma siamo riusciti lo stesso a prenderci i nostri spazi. Lui poi andava a fare allenamento sotto in garage…”.

Gabriele Gori è un professionista vero. Fuori dal campo analizza le sue partite e da solo cerca di vedere gli errori che ha fatto durante il match, ma c’è accanto chi mastica di calcio, anche perché Sarà è sempre la figlia del Bergomi nazionale e non può fare a meno di confessare “se gioca male glielo dico senza se e senza ma…”.

E papà Bergomi? È sceso a Cosenza in occasione del derby con il Crotone (LEGGI) ed è la stessa Sara a raccontare: “Ho insistito tanto. Ho raccontato di questo stadio che canta dall’inizio alla fine della partita. Questo pubblico è meraviglioso. Papà è sceso Cosenza, ha visto la partita in tribuna, ma ha sofferto per tutta la durata dell’incontro. Alla fine posso dire che mio papà porta bene al Cosenza. La scaramanzia nel calcio gioca un ruolo fondamentale”. Bergomi si confronta con Gori. E lui confessa: “sì parliamo spesso dopo il match. I suoi consigli sono consigli importanti…”.

Ma come si sono conosciuti i due “piccioncini”? È stato colpo di fulmine? Rispondono in coro. Lei: “sì”, lui “no”. Scaramucce tra i due, ma alla fine Sara ammette “mi è piaciuto subito: è vero!!”. Si sono conosciuti a Firenze tramite amici in comune e la colonna sonora del loro amore è una canzone di Jovanotti che fa cosi: “…so che è successo già che gli altri già si amarono non è una novità/ma questo nostro amore è come musica che non potrà finire mai che non potrà finire mai, mai, mai…”. Romantici e felici.

Arrivano due calici di vino rosso, ma Gabriele non esagera mai: “l’alimentazione è tutto. Anche se qui da voi si mangia benissimo…”. Poche sono state fin adesso le fughe dalla città: “siamo andati al mare, ma non lontano. Abbiamo scelto Paola per la nostra prima passeggiata al mare” (LEGGI).

Gori e Cosenza, una scelta voluta? “Ho giocato contro il Cosenza con il Vicenza in B e mi sono subito reso conto del calore del pubblico. Vi assicuro che qui la tifoseria è molto importante. In campo giochiamo con l’uomo in più e si sente forte”.

Gabriele è il primo vero amore di Sara ed è anche un calciatore. Destino? A questa domanda Sara sorride e risponde “era già forse tutto scritto…”. Stiamo entrando nel mese di dicembre e Emilio Morra, il padrone di casa del locale, prova a far dire “cuddrurieddru” a Sara Bergomi. Prova e riprova. Forse ci riusciamo e per l’8 dicembre la first lady di Gori sarà pronta a scandire il nome di quella ciambella che sa tanto di Natale.

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