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Il team dell'Unical con la vettura Aetos

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In Formula Sae doveva arrivare tra i primi dieci atenei italiani, invece ha stupito tutti classificandosi al quarto posto

RENDE (COSENZA) – La sua “migliore gara di sempre” il reparto corse dell’Università della Calabria l’ha costruita in undici anni di sacrifici che hanno visto passare dalla propria scuderia circa 300 studenti. Anni di fatica, soddisfazioni, episodi sfortunati in gara, un pizzico talvolta di frustrazione per un budget sempre troppo risicato dinanzi alle risorse di atenei che, nel resto del Paese e d’Europa, possono contare su contributi importanti di sponsor privati. Che questo però sarebbe stato l’anno buono il team lo sapeva.

Maurizio Muzzupappa, docente del dipartimento si Ingegneria meccanica, energetica e gestionale dell’Unical e responsabile del progetto, lo aveva ammesso davanti a quel gioiellino ribattezzato Aetos e pronto per partecipare alla Formula Sae, la competizione internazionale in cui gli studenti universitari si cimentano nella progettazione e costruzione di un’auto da corsa (LEGGI e GUARDA LE FOTO DELLA PRESENTAZIONE). «Possiamo arrivare tra i primi dieci» aveva azzardato. Sbagliando, per eccesso di prudenza o per scaramanzia. Il team dell’Unical è rientrato lo scorso luglio dal circuito di Varano de’ Melegari con un secondo posto su dieci atenei italiani in gara (a soli venti punti da Firenze) e un quarto posto nella classifica generale (LEGGI) che comprende quaranta atenei internazionali, con 723,8 punti su mille disponibili. Un bel balzo in avanti, rispetto a quattro anni fa quando i punti conquistati furono poco meno di 300.

I ragazzi del team, che oggi in aula magna hanno presentato insieme a Muzzupappa i segreti della vettura, ripetono a più riprese l’aggettivo “favoloso” per descrivere i risultati raggiunti quest’anno tanto sul piano teorico, che prende in considerazione design, costi e modello di business, quanto in pista. Merito di una vettura più leggera (da 266 chili dello scorso anno a 229) e di un modello matematico, implementato dai ragazzi, che si è rivelato utilissimo per valutare l’impatto del pacchetto aerodinamico, per la prima volta “montato” su un’auto del reparto corse Unical. Aetos ha potuto contare così su una riduzione della forza di resistenza del musetto del 20 per cento e grazie agli alettoni ha visto diminuire di quasi un secondo il tempo sul giro. Ridotti invece di 0,124 secondi i tempi di accelerazione grazie ai nuovi sistemi di launch e traction control. La potenza, invece, è aumentata di 2,3 chilowatt.

L’Unical è arrivata prima tra le italiane in almeno due “categorie”: accelerazione e endurance e fuel economy (leggi affidabilità). Nella classifica assoluta, invece, è arrivata rispettivamente quarta e terza sui quaranta atenei presenti a Varano. Nella prova di skid pad, che valuta la capacità in curva, l’Unical è arrivata terza tra le italiane e settima in assoluto. Stessi piazzamenti nella prova di autocross su circuito chiuso. Punto di merito anche per il design: valutata da Aldo Costa, ex direttore tecnico Ferrari e ora chief designer Mercedes, Aetos si è piazzata terza nella classifica mondiale. Ora si guarda al futuro, con qualche piccola incognita. A Varano 2017 l’Unical arriverà con un team (circa 50 ragazzi, tra studenti di ingegneria, economia e comunicazione) rinnovato per il 70 per cento e dovrà confrontarsi con un regolamento che, prevedendo una nuova cilindrata, obbliga i team a rifare completamente il motore e, di fatto, la vettura. Oggi le casse del team sono vuote e la burocrazia non aiuta. Il rettore Gino Crisci ha già garantito che il contributo dell’ateneo non mancherà, pur tra le tante difficoltà in cui le università si dibattono, soprattutto al Sud.

L’appello, quindi, è rivolto soprattutto al territorio, perché non si disperda il capitale di risultati e credibilità internazionale conquistata. E poi chissà, magari dal reparto corse dell’Unical verranno fuori i progettisti che risolleveranno le sorti della Ferrari (nella foto a destra il rettore Crisci con la felpa del team)

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