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Il professore Paolo Veltri

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DOPO 44 anni di lavagna doppia e gessetti colorati, per l’ultima lezione da professore di ruolo dell’Università della Calabria Paolo Veltri ha dovuto optare per una presentazione digitale e una riunione on line su Microsoft Teams. 

L’emergenza sanitaria e la seconda ondata di contagi, ormai in costante aumento anche in Calabria, non hanno consentito l’organizzazione di una giornata di saluto tradizionale per il congedo del professore, da domani in pensione. Si è scelta allora la formula a distanza, con l’invito a colleghi e studenti di oggi e di ieri per una lectio non convenzionale, in cui Veltri ha tenuto insieme tutte le sue passioni: l’ingegneria idraulica, la musica (la lezione è stata scandita dalle musiche dei Beatles), lo sport, la letteratura. Tutto saldato insieme per com’è stato lungo il suo percorso professionale e per com’è la sua idea di ingegnere.

Oltre cento quelli che ha laureato durante la sua carriera, contribuendo a formare un’intera generazione di ingegneri calabresi, con un obiettivo chiaro in mente. «L’ingegnere deve svolgere il suo ruolo nella società, quale portatore di razionalità, ma la sua formazione non deve relegare in posizioni marginali, se non assenti, i valori dell’etica e dell’umanesimo» dice Veltri. I grandi esempi di scrittori ingegneri – Carlo Emilio Gadda, Fedor Dostoevskij, Robert Musil – sono in fondo lì a raccontarci «che l’uomo non può vivere solo di tecnologia».

Su quella scia anche i suoi maestri. Il padre – Arturo Veltri, indimenticato maestro cosentino, da cui dice di aver preso il rigore nella didattica – la sua insegnante, Corinna Mari, poi i professori dei gradi superiori come Maria Faggiani, Geppino Ciacco, Giuseppe Plastina e Sidio Bruno, che lo hanno fatto appassionare alla letteratura, alla matematica, alla filosofia. Ci sono poi i professori del corso di laurea di Ingegneria Civile a Napoli e quelli dell’Unical – poi divenuti colleghi – incontrati quando nel ‘77 iniziò a lavorare ad Arcavacata. Tra questi Giuseppe Frega, «che continuo sempre a consultare per ogni decisione importante».

Ordinario di Costruzioni Idrauliche dal ‘99, Veltri è stato preside dal 2008 al 2012 della Facoltà di Ingegneria (l’ultimo preside, prima della riforma Gelmini) e poi direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile dal 2012 al 2018. Da docente e ricercatore due passioni principali: le reti idriche urbane (fu lui, insieme al professor Calomino, a rivoluzionare i modelli di calcolo dell’efficienza delle reti urbane, basandoli sulla pressione e non più sulla portata) e la difesa dei litorali.

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