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Alcuni dei materiali esposti al Centro

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Inaugurato il Centro di documentazione per l’architettura che porta il suo nome allestito dal Dipartimento di Ingegneria Civile

CIRCA 1500 volumi, 700 riviste, una diateca di oltre 10mila scatti, disegni e plastici. La lezione di Fabrizio Aggarbati, ordinario di Composizione architettonica e urbana presso l’Università della Calabria, scomparso lo scorso giugno, resterà viva nelle sale che​ ora​ ospitano il Centro di documentazione per l’architettura che porta il suo nome.

Allestito dai colleghi e dagli allievi del Dipartimento di Ingegneria Civile, il Centro custodisce, al quinto piano del cubo 39B, il fondo “Aggarbati-Saggioro”, donato dagli eredi.

Nei volumi, nei plastici, nei disegni si ricostruisce il profilo dell’architetto, del ricercatore, del docente. Perché Aggarbati – ricorda Vanna Fraticelli, nel convegno che precede l’inaugurazione del Centro – ha vissuto il proprio lavoro come «pratica congiunta di didattica, ricerca, progettazione». Un approccio per nulla scontato, in anni in cui l’ingegneria edile era considerata ancella dell’architettura.

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Per ricordare Aggarbati il dipartimento di Ingegneria civile dell’Unical, diretto da Paolo Veltri, ha riunito colleghi, collaboratori e allievi. Ai saluti del rettore Gino Crisci, nell’aula ex Str1, hanno fatto seguito gli interventi di Renato Olivito, Roberta Amirante, Vanna Fraticelli, Alessandro Campolongo, Fabrizio Garofalo, Roberta Lucente, Marcello Pazzaglini e le testimonianze di Flaminio Lucchini e Stefania Mornati. Contributi che raccontano di un docente attento e disponibile, di un ricercatore e architetto capace di incursioni in campi diversi – dai centri storici all’architettura americana – e di contributi critici che, proprio per questo, andavano al di là delle mere dichiarazioni di principio.

Tra i centri storici dei quali si è occupato Aggarbati c’è anche quello di Cosenza: il Centro di documentazione raccoglie i progetti e gli studi per il recupero di corso Telesio. Attento alle evoluzioni della città che dagli anni ‘90 era diventata la sua seconda casa, Aggarbati partecipò anche al Concorso di idee per la Città dei Ragazzi. I colleghi ne ricostruiscono poi soprattutto il contributo per la nascita della sezione edile di ingegneria civile. Il dipartimento di Strutture della Facoltà di Ingegneria dell’Unical lo chiama negli anni ‘90, mentre è docente di progettazione a Pisa. Per due anni fa il pendolare, prima di stabilirsi stabilmente all’Unical.

Promuove – ricordano Olivito e Campolongo – la nascita dell’indirizzo edile e del corso di Composizione architettonica, l’istituzione di un dottorato internazionale “Quality of Design”, fino al traguardo più recente, ovvero l’istituzione del corso di laurea in Ingegneria edile/Architettura. «Il coronamento di una nuova visione, in cui ingegneria e architettura non sono più – commenta Vanna Fraticelli – una ancella dell’altra».

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