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I podisti cosentini Silvio Cozza, Franco Rinaldi e Giampiero Donato con l'arrivo a Santiago hanno concluso il loro viaggio

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Siamo arrivati all’ultima tappa del viaggio verso Santiago de Compostela di Franco, Silvio e Giampiero nel nome dell’amico Pino Vecchio costretto a letto dalla Sla, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (LEGGI LA NOTIZIA), durante tutto il viaggio i tre atleti hanno raccontato le esperienze maturate durante il percorso in una sorta di diario tenuto sulle pagine del Quotidiano del Sud.

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IN AGGIORNAMENTO DINAMICO
DI FRANCO, SILVIO E GIAMPIERO

IN CAMMINO CON PINO gli appunti di viaggio di Silvio Cozza della 13^ ed ultima tappa

PEDROUZO – SANTIAGO DE COMPOSTELA 20 Km

“Ancora mezza giornata di cammino e arriveremo alla nostra meta, ultimo atto di questa splendida avventura.

Sforzi, vesciche e dolori muscolari sono ormai alle spalle. ‘Todo se comple’ è la scritta che più riecheggia su muri e pilastri lungo la strada che ci conduce a Santiago de Compostela. La tratta finale è relativamente semplice e non c’è poi granché da raccontare.

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Il paesaggio non conserva più nulla della magia di inizio viaggio, solo asfalto e modernità.

Dopo San Antón e San Paio contiamo 7,7 km effettuati ed a Villamaior ne mancano nove alla fine.

Giunti a Monte do Gozo, in collina, luogo nell’antichità utilizzato dai pellegrini per rendere grazie del buon esito del cammino e da dove si scorge Santiago, siamo a meno cinque dal traguardo.

A piazza Obradoiro l’emozione è indescrivibile.

Siamo arrivati. Difronte a noi la Cattedrale!

Sul sagrato l’abbraccio fra noi tre non finisce mai e non esce nemmeno una parola.

Ognuno di noi sa che dal cammino ha più ricevuto che dato.

La messa e le incombenze per il ritiro della Compostela per Pino, ci assorbono il nodo in gola che abbiamo.

Grazie a tutti.

Grazie alla società sportiva Cosenza K42 per l’affetto ed il calore con cui c’ha avvolto durante questo viaggio itinerante.

Grazie al Quotidiano del Sud per aver accolto questa iniziativa, ridando di fatto voce a chi purtroppo non è ha più.

E soprattutto grazie a Pino Vecchio, la nostra vera forza stabile per tutto il cammino, che ha acconsentito ad utilizzare un suo personale disagio per sensibilizzare chiunque, autorità ed istituzioni in primis, possa tenere alta l’attenzione su una malattia ormai non più rara.

Sabato torniamo a casa e consegneremo a Pino la Compostela. Un attestato dal valore spirituale, laico o religioso che sia, incommensurabile.”

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