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L'attività sportiva di alcuni ragazzi nel Cus Cosenza

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COSENZA – Ritornare alla normalità. Questo l’obiettivo più importante in un momento particolare come quello attuale a cui ci ha costretto il Covid-19. Didattica a distanza, smart working, delivery: tutti cambiamenti legati all’emergenza in atto per la pandemia.

Criticità per tutti, ma maggiormente riscontrabili nei ragazzi, che hanno dovuto, loro malgrado, adattarsi ad un nuovo stile di vita più sedentario ma anche più sregolato. Proprio nei giovani è oggi maggiore l’esigenza di condivisione e socialità, alla ricerca di nuovi orizzonti multidisciplinari.

«Da sempre nella sua storia – spiega il responsabile del settore rugby e del progetto RESTART Giovanni Ferraro – il CUS Cosenza si pone l’obiettivo di fornire proprio ai giovani un prodotto di altissima qualità formativa e motoria, che favorisca però al contempo il graduale e naturale ritorno ad una normalità. Tutto ciò ovviamente garantendo anche, e specialmente, il rispetto di tutte le nuove regole imposte dal Covid. Una multilateralità, quindi. E, nello stesso tempo, una reciprocità».

«Lo scopo – spiega Ferraro – è quello di affinare il maggior numero possibile di schemi motori e nello stesso tempo costruire e modellare abilità motorie di alto significato sia per qualità che per quantità».

Quale migliore esperienza per arricchire animo e corpo di un patrimonio che i giovani ragazzi, secondo le proprie abilità, potranno scegliere e inglobare dentro di sé, riuscendo a incrementare così un bagaglio di esperienza e professionalità.

La riapertura delle palestre e la ripresa delle attività sportive si fonde quindi con l’inizio di questo progetto ambizioso, ma nello stesso tempo facilmente fruibile all’interno del CUS Cosenza attraverso un programma già delineato: suddivisione dei tesserati di tutte le discipline sportive in fasce d’età (inizialmente solo per categoria juniores); suddivisione degli spazi esterni in 4 macroaree di pertinenza di un responsabile di settore a rotazione (istruttori qualificati e con attestazione federale); creazione di un gazebo di accettazione all’ingresso del centro Sportivo (Covid Point) gestito da un Covid manager (registro presenze, temperatura corporea e modulistica); creazione di un Punto di raccolta per attrezzatura personale; team sviluppo e coordinamento attività, indispensabile per rendere l’esperienza sportiva multidisciplinare coinvolgente ed immediata.

«Il nostro intento – conclude il coordinatore Giovanni Ferraro – è quello di dimostrare come una sana collaborazione tra settori sportivi diversi possa generare una simbiosi straordinaria e delle competenze specifiche valide nei giovani atleti. Possiamo in questo modo donare un servizio unico al nostro territorio, nel contempo divertendo, motivando e accrescendo gli aspetti psico-motori dei nostri giovani».

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