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LONGOBUCCO – Una casa modesta, all’ombra dell’antica Torre Normanna di Longobucco, a due passi dalla piazza principale U Campanaru. Sul tavolo un cumulo di giornali sportivi che celebrano le gesta del nipote, Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo, un futuro alla Juventus, che domenica, all’ultimo minuto della partita ha fermato con un suo gol la capolista Roma dopo aver firmato, la scorsa domenica, la sua prima tripletta in serie A.

La nonna Caterina e il nonno Domenico, vivono a Longobucco, seguono con passione, la domenica il nipote, prossimo attaccante anche della nazionale under 21. Non si perdono una partita e al lunedì sempre pronti ad aspettare l’arrivo dei giornali sportivi nazionali. «Domenico fingeva sempre mal di pancia, quando andava a scuola –dice la nonna Caterina- poi lo ritrovavi con il pallone sotto il braccio andare al campetto per giocare la partita o allenarsi». Il calcio è sempre stata la sua grande passione da sempre.

La famiglia di Domenico abita a Bocchigliero, il papà Luigi lavora all’Anas, la mamma Maria, longobucchese, è una delle tante braccianti pronte ad affrontare enormi sacrifici pur di aiutare la famiglia a preparare il futuro dei figli. Quella di Domenico Berardi è una storia molto curiosa. Nato a Cariati Marina, terzo figlio dopo Francesco e Severina, è diventato calciatore per caso. A seguito di un viaggio di piacere a Modena dove risiedeva il fratello Francesco, studente universitario, a seguito di una partita a calcetto con alcuni amici, è stato segnalato a Luciano Carlino, assistente delle giovanili del Sassuolo, che lo ha contattato per un provino. Da quel momento è cambiata la sua vita. E Longobucco aspetta di celebrare un nuovo campione.

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