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All’interno dello stadio completamente restaurata la galleria che porta al terreno di gioco con le gigantografie dei calciatori simbolo

COSENZA – A darti il benvenuto è lo stemma del Cosenza Calcio, che domina tutti dall’alto. E’ come il simbolo araldico di una nobile famiglia della quale già sai di far parte. Ti avvolge subito con i suoi colori, ricorda un’identità, evoca il forte senso di appartenenza e ti introduce nel suo mondo. Il corridoio verde si allunga come una passerella e percorrendola sembra di camminare avanti e indietro nel tempo. Le pareti, invece, scorrono via come il sangue nelle vene. Capisci che stai ammirando qualcosa che fa parte di te, per il solo fatto di amare una fede.

Marulla, Marino, Catena, Aita, Bergamini, Campanini, Canetti, Codognato, D’Astoli, Demaria, Del Morgine, Faggio, Fiore, Giusti, Lattuada, Lentini, Lenzi, Liguori, Rizzo, Maiellaro, Marmiroli, Morrone, Mosciaro, Padovano, Parisi, Peressin, Perrotta, Renzetti, Sartori, Simoni, Urban, Uxa, Villa, Vita, Bruno, De Rosa, Caccetta, e infine la squadra vincitrice della Coppa Italia e quella della storica vittoria a Catanzaro lo scorso 28 agosto. Li osservi uno ad uno quei 39 volti che ricoprono quelle pareti quasi a formare delle nicchie. Alcuni li scopri per la prima volta, ma ne avevi sentito sempre parlare, altri ti sono più familiari.

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Immagini le gesta di chi non hai potuto ammirare da vicino, perché lontani nel tempo, ma sei orgoglioso di ricordare le storie di chi invece hai avuto la fortuna di veder giocare, ai quali avrai già stretto la mano o magari sei ancora in tempo per farlo. Condivisione, sogno, racconto, c’è un po’ di tutto in quel mondo: realizzi che in quei pochi metri, quelli che separano gli spogliatoi dal terreno di gioco dello stadio oggi intitolato a Gigi Marulla, la storia è diventata leggenda. E sai che oggi, in quei pochi metri, quella leggenda è stata finalmente consacrata. Non la trovi più solo nell’immaginario collettivo, nei racconti nostalgici o nei tuoi ricordi, ma puoi ammirarla, puoi toccarla, puoi perderti in essa ogni volta che vuoi. Camminando avanti e indietro nel tempo.

Sono tanti i sentimenti che ha suscitato ieri la presentazione ufficiale della “Hall of Fame” del Cosenza Calcio realizzata nel tunnel dello stadio “San Vito-Marulla”. Un restyling vero e proprio, la valorizzazione di un “non-luogo” che diventa punto di riferimento, impreziosito dalle 39 gigantografie dei calciatori che hanno fato la storia ultracentenaria del calcio rossoblù. Un’idea partorita e realizzata con fondi propri dall’associazione “Cosenza nel Cuore”, di cui è presidente l’avvocato Antonello Aprile, in collaborazione con il Cosenza Calcio, Riccardo Tucci ed Ernesto Pescatore. Un luogo diventato prezioso scrigno grazie al sapiente lavoro di tifosi volontari, ognuno dei quali ha dato il suo grande apporto. Come non citare, su tutti, ma senza far torto a nessuno, Luca Di Dio, Giampaolo Salerno e Gianluca Pappaterra.

Trentanove storie per una sola leggenda, quella del Cosenza Calcio. E molti di loro erano presenti ieri, insieme a Donata, sorella di Denis Bergamini, a Marcella e Fabio, mamma e fratello di Massimiliano Catena e naturalmente a Kevin e Ylenia Marulla, insieme alla mamma Antonella, degni eredi della bandiera rossoblù di sempre, Gigi Marulla. E’ toccato a loro tagliare il nastro subito dopo la conferenza stampa in cui l’avvocato Antonello Aprile ha spiegato il senso dell’opera, concepita in occasione del Centenario, quando nella partita celebrativa apparvero in Tribuna Rao alcune gigantografie delle bandiere del passato rossoblù. Il presidente ha ringraziato un po’ tutti coloro i quali hanno risposto all’invito e chi ha operato. E fra questi anche i due magazzinieri del Cosenza Calcio, Daniel e Umberto, per la grande collaborazione offerta. Donata Bergamini ha forse espresso la sensazione che più di tutte racchiude ciò che si prova passando nel tunnel, ovvero «chi passa da lì raccoglie la storia del Cosenza Calcio».

Gigi Simoni, indimenticato portiere e Canetti si sono soffermati su aneddoti avvenuto nei rispettivi anni di militanza in rossoblù all’interno del tunnel, «dove a volte – ha sottolineato Simoni – succedevano cose che non si possono dire». Lo stesso ha fato Stefano Fiore, ricordando come furono nei primi anni ‘90 De Rosa e altri compagni a “salvarlo” dalle grinfie dei giocatori del Brescia proprio nel giorno in cui segnò il suo primo gol con la maglia del Cosenza. E poi tante foto e strette di mano che i tifosi hanno voluto fare con i campioni. Erano presenti Urban, Marino, Simoni stesso, Renzetti, Fiore, Mosciaro, Parisi, Perrotta, Canetti, oltre naturalmente a Caccetta, anche lui consacrato dopo la doppietta di catanzaro, e tutta la squadra del Cosenza. L’emozione si tagliava a fette. Struggente quella dei familiari di Catena davanti alla foto del loro caro, di Donata per Denis, e della famiglia Marulla, naturalmente. Insomma, un tuffo nei ricordi e nel passato per ritornare al presente e consegnare alla leggenda le foto e le gesta di chi ha onorato la maglia rossoblù. Tanti altri lo avrebbero meritato, ma naturalmente non era possibile inserire tutti. «Abbiamo rappresentato le varie epoche del Cosenza Calcio dal 1935 ad oggi», ha chiosato l’avvocato Aprile. Cosenza da ieri ha la sua Hall of Fame del calcio.

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