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L'esultanza dei rossoblù ad Empoli dopo un gol di Riviere

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QUESTO Cosenza non finirà mai di stupirci: la vittoria di ieri sera ad Empoli ha dell’incredibile, se si pensa che è arrivata appena due giorni dopo l’estenuante gara col Pisa. Un 1-5 che proietta, per la prima volta dopo tempo immemore, i Lupi fuori dalla zona della retrocessione diretta.

Adesso, però, bisognerà fare l’ultimo passo e portare a casa quantomeno la partecipazione ai play out: lo sa benissimo anche Roberto Occhiuzzi, che ha risposto così alle domande dei giornalisti. «Dobbiamo fare ancora il passo più difficile, senza pensare di aver finito: sarà il gradino più pesante, quello più faticoso e la testa dev’essere già a venerdì sera. Voglio però dire che questo gruppo – prosegue – ha una grande forza, una grande unione, bisogna stare vicini a questi ragazzi per dargli la giusta grinta».

Una partita vinta meritatamente grazie ad una preparazione tattica impressionante: «Noi lavoriamo sulla contrapposizione tattica in fase difensiva, ma il primo passaggio – continua il tecnico – è capire quali situazioni l’avversario può concederti: coi tempi giusti i ragazzi hanno imparato a far male a chiunque ed è questo il punto principale del nostro percorso». Un’impresa quasi impossibile, quella del Principe: «Quando ho iniziato con questo gruppo ho pensato che fosse una squadra forte: se ho dei ragazzi di qualità devo sfruttare le loro capacità. Non sempre sono io a indottrinare loro – rivela – spesso solo loro che mi insegnano cose importantissime. La Juve Stabia verrà a Cosenza col coltello fra i denti? Noi – replica serafico – ce l’abbiamo dalla prima partita».

C’è però la possibilità di dover fare a meno di Capela, perno importante di una retroguardia micidiale: «Dobbiamo valutare le condizioni di Anìbal, ancora non so dire quali siano: appena rientreremo a Cosenza vedremo il tutto insieme allo staff medico. Ci tengo a rimarcare – precisa l’allenatore – che ho una rosa di ventisei giocatori, tutti validi: certo, dispiace per il ragazzo, ma sono certo che, in caso di indisponibilità, sapremo sostituirlo al meglio». Occhiuzzi bada al sodo: la psicologia sta fuori dagli spogliatoi: «Sto parlando pochissimo coi ragazzi perché non bisogna aggiungere altro alla loro carica: si viene al campo per lavorare».

Ultimo pensiero per i tifosi, fuori dagli stadi: «Oggi, in condizioni normali, ci sarebbero state duemila persone da Cosenza: la cosa più bella è che i nostri tifosi sono orgogliosi dei calciatori che stanno difendendo i nostri colori».

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