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Betty, l'altra vittima innocente di Cassano

e le nozze che hanno spiazzato l'immigrazione

Calabria
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Nella foto: 
Le vittime Giuseppe Iannicelli e Ibtissam Taouss
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CASSANO (CS) – Carina, giovane e – dice chi la conosceva – molto intelligente. E, sembrerebbe, anche innocente: Ibtissam Taouss, Betty per gli amici, è l’altra vittima innocente che ha pagato un conto salato non destinato a lei. Ma chi era la ragazza marocchina che sabato scorso si trovava con Giuseppe Iannicelli e il piccolo Cocò (Nicola jr) Campolongo? Aveva ventisei anni, la stessa età delle figlie di Giuseppe Iannicelli. All’anagrafe risulta sposata, ma lo dice anche il suo profilo facebook. A giudicare dalle foto e dai rari commenti alle immagini che ha postato, soprattutto nel corso del 2013, si direbbe sposata con Iannicelli. Tanto che un vistoso tatuaggio sul suo braccio destro proclamava “il mio uomo è Peppe”; e nel commento a fianco alla foto pubblicata su Facebook è specificato “il mio uomo è giuseppe iannicelli”. La foto risale all’11 agosto del 2013, e dunque il tatuaggio è anche precedente. 

Ma la persona che Betty Taouss ha sposato non è Giuseppe Iannicelli, che tra l’altro è tranquillamente coniugato con Maria Rosa Lucera, la quarantatreenne detenuta nel carcere di Castrovillari insieme alla figlia, al genero, al fratello, alla consuocera; e fino a qualche mese fa anche al padre (poi deceduto), all’altra figlia e all’altro genero (poi passati entrambi agli arresti domiciliari). Tutti sotto processo di secondo grado perché accusati a vario titolo di spaccio di droga, di “vicinanza” al clan degli zingari di Lauropoli e di progettare l’omicidio del pm antimafia Vincenzo Luberto. Ufficialmente, il marito di Betty è un trentacinquenne di Firmo, noto alle forze dell’ordine in quanto sorvegliato speciale, arrestato nel 2011, ma poi scarcerato, per violazione degli obblighi imposti dalla misura cautelare. Ma il soggetto viene descritto come sostanzialmente “tranquillo” e soprattutto “fedele amico di Giuseppe Iannicelli”. 

La data del matrimonio è del 7 ottobre scorso. Cioè di diversi mesi dopo l’inizio della relazione della ragazza con Peppe Iannicelli e di almeno due mesi dopo l’appariscente dichiarazione d’amore tatuata sul braccio di lei. Discrepanze che hanno mandato per un po’ in tilt gli agenti dell’ufficio immigrazione del commissariato di Castrovillari impegnati a notificarle esiti e documenti relativi alla sua richiesta di cittadinanza alla quale avrebbe avuto diritto perché coniugata con un italiano. Ma invece che nella casa coniugale, dove non era mai, gli agenti hanno sempre dovuta raggiungerla in quella di Iannicelli dove formalmente, però, abitava solo in qualità di baby sitter del piccolo Cocò. 

Aggiunge poco al profilo di questa giovane ragazza, il fatto che su Facebook avesse messo “mi piace” su un telefilm come “Il capo dei capi”, una miniserie televisiva in sei puntate andata in onda sulle reti Mediaset, e su un personaggio come “Tony Montana”, il boss protagonista del film Scarface di Brian De Palma, interpretato da Al Pacino. Ma, al di là di questi aspetti più o meno misteriosi della sua vita, resta una giovane innocente – o solo colpevole d’amore - ammazzata solo perché si trovava nel posto sbagliato con l’uomo sbagliato. E così la pensano gli inquirenti che stanno indagando su questo delitto che non ha nulla di passionale né di onorevole. Ma è solo un barbaro massacro.

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