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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte della ‘ndrangheta, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Saint-Pierre (Aosta) e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una Commissione di gestione straordinaria.

Il Presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, ha commentato così la decisione presa da Palazzo Chigi: «La nostra Regione si risveglia oggi trasformata dall’epilogo di un percorso iniziato nell’aprile scorso e che ci consegna un Comune valdostano sciolto per mafia. Il dolore, la rabbia e la consapevolezza che questa ferita colpisce profondamente il nostro “senso di appartenenza” non può però che spronarci a lavorare sin da subito con umiltà, onestà, serietà e coesione per allontanare dal nostro territorio ogni dubbio in merito all’operato delle nostre Istituzioni e ai valori nei quali da sempre si riconosce la nostra comunità», dice Testolin.

La Valle d’Aosta era finita al centro delle indagini della magistratura nell’ambito dell’operazione Geenna che aveva evidenziato i rapporti tra consiglieri regionali eletti e esponenti della ‘ndrangheta presenti sul territorio valdostano.

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