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Latitante del clan Barreca arrestato in Francia
Sarà estradato in Italia per scontare pena a 11 anni

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La Squadra mobile, con il coordinamento del Servizio centrale operativo, ha arrestato in Francia in Costa Azzurra il latitante Giovanni Franco, di 66 anni, considerato dagli investigatori come elemento di spicco della cosca di 'ndrangheta dei Barreca. L'uomo si trovava in una villa in un quartiere residenziale posto alla periferia della città. L’arresto è stato eseguito a conclusione di una complessa attività operativa condotta in Italia ed in Francia. Sul conto del latitante pendeva un ordine di carcerazione emesso nel febbraio del 2012 dalla Procura generale di Reggio Calabria. L’arresto di Franco, secondo quanto è stato reso noto, è il frutto di laboriose ed accurate investigazioni coordinate dalla Dda di Reggio Calabria e di un’incessante cooperazione internazionale, tramite le rete organizzativa dell’Interpol, tra la Polizia di Stato italiana e quella francese. Giovanni Franco, a conclusione delle procedure di estradizione, dovrà scontare in Italia una condanna definitiva a 11 anni e quattro mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. 

 I particolari dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il questore di Reggio Calabria, Guido Longo; il dirigente della squadra mobile, Gennaro Semeraro, ed i dirigenti dello Sco Gianpiero Messinese e Marco Sangiovanni. «E' stato davvero complicato raggiungerlo - ha detto il questore Guido Longo - Eravamo sulle sue tracce da circa un anno, quando abbiamo capito che ormai non si trovava più a Reggio Calabria, pur mantenendo il ruolo di riferimento all’interno del suo sodalizio criminale». Semeraro ha evidenziato che «nel momento dell’arresto, Franco non ha opposto resistenza ed ha presentato ai colleghi della polizia francese un documento di identità intestato ad un parente. Il latitante era solo in casa, una delle tante ville di Antibes dove negli anni '80 trovò rifugio anche il boss Paolo De Stefano».

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