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Lamezia, licenziato perché la raccomandata è in ritardo
Sotto accusa l'operato dell'ufficio provinciale del lavoro

Calabria

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LAMEZIA TERME - Licenziato per una raccomandata ricevuta in ritardo. A farne le spese – secondo il sindacato Ugl – trasporto aereo – un dipendente della Sacal (società di gestione dello scalo aeroportuale di Lamezia) il quale non si sarebbe presentato nel giorno fissato all'ufficio provinciale del lavoro di Catanzaro (commissione di conciliazione per le controversie tra datore di lavoro e dipendente). Il lavoratore, però, non si sarebbe presentato perchè la raccomandata di convocazione gli sarebbe stata recapitata quattro giorni dopo la data di convocazione. «Le parti – spiega Gianfranco Turino dell'Ugl – trasporto aereo - erano state convocate tramite raccomandata per le ore 9 del 28 luglio 2014». La raccomandata però il lavoratore l'avrebbe ricevuta quattro giorni dopo. 

L'azienda quindi lo licenzia, con raccomandata al lavoratore datata 31 luglio con la seguente motivazione: “considerata l'impossibilità di esperire il tentativo di conciliazione a causa della sua mancata comparizione, le comunichiamo il suo licenziamento con effetto 31 luglio 2014”. «Un atto anomalo – sostiene Turino – realmente accaduto la cui drammatica conclusione è stato il licenziamento del dipendente per non essersi presentato, non certo per sua volontà». Una conciliazione – aggiunge - «non può essere tale, né, tantomeno, avere un valore legale e reale se la convocazione arriva ad una delle parti, in questo caso il lavoratore, quattro giorni dopo la data in cui è stata fissata pur essendo una raccomandata con ricevuta e avviso. Non intendiamo, a priori, incolpare nessuno ma, ovviamente, i tanti punti oscuri gettano un'ombra sull'operato dell'ufficio provinciale».

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