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Alunne bocciate, i genitori: scuola non le aiuta
Il Tar accoglie ricorso, promosse a tavolino

Calabria

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CASTROVILLARI (CS) - Il caso in questione è probabilmente raro in Italia e sicuramente unico in Calabria. Una bambina di prima elementare viene bocciata per due anni consecutivi ed un’altra, frequentante la prima media, per tre anni consecutivi. Il Tar sospende il provvedimento della scuola e ammette le bimbe rispettivamente nella classe seconda della scuola primaria e nella classe seconda della scuola secondaria di primo grado, ovvero l’ex scuola media. 

I provvedimenti scolastici che hanno portato la scuola a non ammettere le bimbe alle classi successive, ritenuti illegittimi e surreali da parte delle madri delle due alunne, provocano il ricorso al Tar Calabria che le genitrici affidano agli avvocati Angela Aversa e Mariantonietta De Mingo, entrambe del Foro di Castrovillari.  

Una bambina di prima elementare, S.A., iscritta alla scuola primaria “Villaggio Scolastico” di Castrovillari non è stata ammessa alla seconda elementare per la seconda volta. Il Tar di Catanzaro, sezione II (Salvatore Schillaci, presidente; Concetta Anastasi, consigliere, estensore; Nicola Durante, consigliere), investito della questione da parte della madre della bambina M.D., accoglie le ragioni del genitore che, attraverso i legali di fiducia Aversa e De Mingo, sosteneva che “la scuola non ha posto in essere alcuna attività di recupero e assistenza per la minore”. Il Tar, inoltre, ha sancito il principio secondo cui “nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”. 

La scuola, difesa dall’Avvocatura distrettuale dello Stato, non ha dimostrato quali siano le comprovate ragioni che hanno posto alla base del provvedimento di non ammissione, anche perché, per come riferito dall’avvocato Angela Aversa, “da un attento esame della documentazione cartacea inviata dalla scuola al genitore (pagelle, verbali, registri) è risultato che la bambina non aveva problemi di didattica ma era considerata la ripetente e un problema per i genitori degli altri alunni”. 

Nella discussione dinanzi al Tar è stato sostenuto che la prima elementare è una classe non di didattica ma è un ponte tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria e quindi non è possibile bocciare addirittura 2 volte un alunno. La bambina, tra l’altro, non presenta situazioni di handicap ma è solo un po’ vivace e, per come sostenuto dal giudice Concetta Anastasi e riferito dall’avvocato Aversa, “purtroppo bocciare è la soluzione più facile”. 

In attesa della trattazione della causa in pubblica udienza, fissata al 10 luglio 2015, il Tar ha disposto che la bimba frequenti la seconda classe della scuola primaria. E sempre il Tar Calabria, con decreto del consigliere delegato Concetta Anastasi, lo scorso 12 settembre si è pronunciato sul ricorso presentato da G.A., madre della ragazzina di 14 anni, C.M., bocciata per la terza volta alla prima media. Il Tar ha riammesso l’alunna C.M. alla seconda media, affermando che la scuola non ha fatto nulla per sostenere e aiutare la minore. Il Tribunale amministrativo regionale ha ritenuto che anche in questo caso bocciare è la soluzione “più facile” ma occorre invece che la scuola utilizzi tutti gli strumenti che ha a disposizione per aiutare il minore.

 

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