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Faida a Lamezia, colpita la "cupola" che decideva i delitti
Scattano 4 arresti contro vertici e killer del clan Giampà

Calabria

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LAMEZIA TERME - Due fratelli uccisi in pochi mesi, nell'ambito di una faida che risale al 2005 e che ha insanguinato con decine di morti il territorio di Lamezia Terme. Ora la polizia di Catanzaro ha fatto luce su uno di quei delitti, quello che vide cadere nel gennaio di nove anni fa davanti a una chiesa - quella di San Raffaele - Francesco Zagami, a distanza di poco dal fratello Domenico.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere riguardano 4 persone, ritenute esponenti di primo piano dellacosca Giampà di Lamezia Terme. Le indagini hanno accertato le responsabilità sia dei soggetti appartenenti al «gruppo di fuoco», sia quelle dei mandanti dell’omicidio inseriti nella cosiddetta "commissione" che definiva le decisioni mafiose sulle attività illecite della famiglia Giampà.

Le persone per le quali è stata disposta l'ordinanza di custodia cautelare sono Aldo Notarianni, Vincenzo Bonaddio, Domenico Giampà e Maurizio Molinaro. Tutti si trovano già in carcere per scontare condanne relative ad altri delitti di 'ndrangheta. Bonaddio  e l'ex padrino e ora pentito Giuseppe Giampà sono stati i mandanti. Esecutore materiale Aldo Notarianni, mentre Domenico Giampà guidava la moto e Molinaro si è occupato di recuperare i killer con un'auto dopo l'agguato. Molinaro e Domenico Giampà hanno ammesso i loro ruoli, ma senza incolpare gli altri.

 

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