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Il responsabile di Confindustria finisce nel mirino
Bottiglia incendiaria davanti al cantiere di Crotone

Calabria

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CROTONE – Una bottiglia con del liquido infiammabile con attaccato un accendino è stata fatta trovare davanti ad un cantiere di lavori edili in via Pio La Torre a Crotone, di proprietà del gruppo che fa capo al presidente della locale Confindustria, Michele Lucente. Il ritrovamento risale ai giorni scorsi, ma è stato reso noto solo ora. Ed è stato lo stesso presidente degli industriali pitagorici a denunciare l'episodio alla questura di Crotone, che ha avviato subito le indagini del caso. 

«Se l'atto in questione – dice Michele Lucente sentito telefonicamente – è riconducibile all'attività d'impresa, il nostro gruppo, come abbiamo sempre fatto, denuncerà chiunque si avvicinerà per fare qualsiasi tipo di richiesta estorsiva. Se, invece, è rivolto all'attività associativa, considerato che Confindustria è stata da sempre attiva sul fronte anti racket, ed ha il fine di intimorirmi, ribadisco che non farò nessun nessun passo indietro. Io continuerò a dire agli imprenditori – aggiunge il presidente Lucente – che l'unico strumento per vincere questa battaglia è quello di denunciare e di essere sempre al fianco delle forze dell'ordine e della magistratura».   

Lucente, poi, ricorda che non è il primo caso di minacce estorsive che il suo gruppo subisce. «Siamo già al terzo attentato, considerato che, dal 2009, abbiamo registrato sia il ritrovamento di una bottiglia con liquido infiammabile, sempre nel cantiere nelle vicinanze della chiesa di Santa Rita, sia con spari alla saracinesca». Sotto la sua presidenza, Confindustria Crotone ha attivato due importanti strumenti proprio per la lotta al pizzo: il rating della legalità, che lo sportello della legalità.«Ci sono già le prime imprese - ha sottolineato Lucente – che nel crotonese hanno ottenuto i primi bollini del rating della legalità, ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario». 

Il rating di legalità è uno strumento introdotto nel 2012 per le imprese, che ha come fine la promozione e l’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un riconoscimento - misurato in “stellette” – che sancisce il rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta.
«Oltre al rating – continua Lucente – sta funzionando bene anche lo sportello della legalità, con il quale forniamo alle imprese le informazioni riguardanti i rischi delle attività estorsive. Alle aziende facciamo comprendere che i rischi, pagando una mazzetta, non sono solo a livello di sicurezza, ma anche di problemi che potrebbero insorgere avendo a che fare con enti pubblici. Ribadiamo sempre che con chi fa estorsioni, è meglio non avere nessun tipo di contatto. Recentemente, sul tema, è stato fatto un incontro in prefettura». 

Infine, il presidente Lucente ricorda che «lo scorso agosto è scaduto il termine per gli enti pubblici, per adeguare i proprio regolamenti al rating della legalità. Faccio, quindi, un appello agli enti, ed in particolare, alla regione, affinchè si adegui subito, altrimenti, rischiamo di avere delle imprese con le “stellette” ma che poi non possono accedere ai bonus previsti dalla legge».   

Solidarietà al presidente di Confindustria dalla Cisl territoriale. «Tali accadimenti – afferma Pino De Tursi – rappresentano il segnale inequivocabile di una escalation e di un accresciuto clima di tensione nel nostro territorio , così come dimostrano i continui atti intimidatori nei confronti di tante imprese che con dignità e coraggio seguitano a lavorare in questa martoriata provincia di Crotone alle prese con una situazione di crisi che sembra non conoscere confini».

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