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Scuola, studenti contro la riforma: cortei in 60 città
Manifestazioni anche in Calabria, uova contro la sede Pd

Calabria

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LA Calabria in prima fila nella protesta che vede gli studenti di tutto il Paese scendere in piazza contro la riforma della scuola del Governo Renzi, per chiedere una scuola, un’università e un Paese "diverso, che non è certo quello del Jobs Act o dello Sblocca Italia". Uova sono state lanciate a Cosenza contro la sede del Pd ed alcune banche.

In migliaia hanno risposto all’appello lungo l'intera Penisola per protestare contro il piano di 136 pagine della "Buona Scuola" presentato dal premier e dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. E per chiedere un maggiore coinvolgimento nelle riforme che li riguardano da vicino. Lo sciopero degli studenti sarà accompagnato da quello dei docenti indetto dai Cobas. 

Il corteo nazionale è partito a Roma dalle 9.30 in piazza della Repubblica, in Calabria invece, manifestazioni organizzate in diverse città. A Catanzaro un migliaio di studenti si è radunato in pieno centro, a piazza Matteotti, mandando letteralmente in tilt il traffico cittadino; la protesta si è poi spostata per un sit-in nella zona di villa Pangea. Analoga condizione si registra anche a Cosenza e Reggio Calabria, anche qui con un migliaio di studenti in piazza e notevoli disagi al traffico, ma la protesta è diffusa in tutta la regione con diverse iniziative, cortei anche a Lamezia Terme e Corigliano, presidi e lezioni sospese nella quasi totalità delle scuole superiori. Non mancano proteste nelle tre università della regione, anche in questo caso con presidi e sit-in. 

«Il premier non può usare la condizione giovanile come uno slogan fine a se stesso», ha sottolineato Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Unione degli Universitari, «è ora che la politica si prenda le sue responsabilità dando risposte reali a una generazione precaria privata del proprio futuro. La stessa generazione che domani sarà in piazza per dire che è la Grande Bellezza di questo Paese e che ha fame di diritti e cambiamento».

Oltre 60 sono le città italiane nelle quali si scende in piazza. Nel Lazio cortei sono previsti anche a Latina, Civitavecchia, Tivoli e Formia. In Lombardia i ragazzi sfileranno a Milano (partenza da piazza Cairoli alle 9,30) e poi a Varese, Monza, Lecco, Mantova, Bergamo, Como, Brescia, Cremona. L’Unione degli Studenti e la Rete degli Studenti Medi hanno programmato iniziative anche a Torino in piazza Arbarello, Arona e Alessandria. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, a Trieste si parte in piazza Goldoni e a Udine da piazza Cavedalis. Manifestazioni anche a Venezia, Pordenone, Padova, Verona. Ma l’onda della protesta toccherà anche l’Emilia Romagna (Ferrara, Piacenza, Bologna, Rimini) e la Toscana (Firenze, Pisa, Siena) per estendersi in Molise (Isernia, Campobasso), Campania (Napoli, Salerno, Caserta, Avellino, Nocera, Cava), Puglia (Bari, Foggia, Brindisi, Taranto, Lecce), Sicilia, (Catania, Siracusa, Messina, Trapani, Palermo, Caltanissetta, Modica), Sardegna (Cagliari, Carbonia e Nuoro). 

 

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