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Morte di Lea Garofalo, la Cassazione conferma 5 condanne
Quattro ergastoli e una pena di 25 anni di carcere

Calabria

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CROTONE - Quattro ergastoli e una condanna a 25 anni di reclusione per il pentito. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'Appello (LEGGI) per l'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia di Petilia Policastro scomparsa nel nulla a Milano, nel novembre 2009, uccisa, bruciata e sepolta in un campo vicino Monza. Nel maggio 2013, la massima pena fu confermata per Carlo Cosco, ex convivente della donna, per il fratello Vito, per Rosario Curcio e per il salernitano Massimo Sabatino, l'unico non petilino del gruppo. Mentre fu ridotto a 25 anni l'ergastolo inflitto in primo grado al pentito Carmine Venturino. L'unico assolto in Appello, con la formula che richiama la vecchia insufficienza di prove, fu l'altro fratello del presunto regista dell'operazione, Giuseppe Cosco, che non compariva nel processo in Cassazione. In primo grado gli ergastoli inflitti, nel marzo 2012, furono sei.

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