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Due calabresi arrestati per la sparatoria a Ventimiglia sono zio e nipote

Calabria

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Gioia Tauro (Reggio Calabria) - Due uomini di origine calabrese, un giovane di 22 anni e lo zio di 55 anni, sono stati arrestati dalla polizia per avere aggredito e gambizzato martedì scorso, in pieno giorno, nel centro storico di Camporosso, nell’entroterra di Ventimiglia (Imperia), un consigliere comunale della maggioranza, Francesco Cordì, e un commerciante della zona accorso in suo aiuto. Secondo una prima ricostruzione, a sparare sarebbe stato il nipote, anche se entrambi avrebbero dichiarato agli inquirenti di aver premuto il grilletto. Il 55enne è stato fermato a Ventimiglia, il 22enne in Calabria. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Imperia, impegnata nell’accertare il motivo dell’aggressione.
Il giovane fermato in Calabria, con l'arresto effettuato dalla Polizia di Gioia Tauro diretto dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, è Domenico Catalano, di 22 anni, ed è accusato di lesioni aggravate e detenzione illegale di arma da fuoco. Il giovane si era dileguato subito dopo la sparatoria, avvenuta in pieno centro a Ventimiglia e che ha causato il ferimento di Francesco Cordì, 45enne consigliere comunale di maggioranza di Camporosso, e di Emilio Simbari, 37enne titolare di un bar a Camporosso. Su segnalazione del Commissariato di Ventimiglia, gli agenti del Commissariato di Gioia Tauro hanno cercato il giovane ritenendo che avesse fatto rientro in Calabria, e infatti ieri sera intorno alle ore 22.15 la Polizia ha individuato Antonio Catalano nella casa paterna. Il giovane avrebbe ammesso le proprie responsabilità in merito alla sparatoria. 

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