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Vibo Valentia si ferma: tutti in piazza
per protestare contro il lavoro che non c'è

Calabria

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VIBO VALENTIA - Nessun disordine. Ma la protesta è stata forte, sentita e partecipata. Accanto ai lavoratori, i sindaci ed ai sindacati, gli studenti degli istituti superiori della Provincia sono scesi in piazza per manifestare a causa della crisi occupazionale che ha investito in tutta la sua drammaticità il territorio. Il tendone delle vertenze, presente da giorni in Piazza Municipio, è troppo piccolo per contenere un disagio così grande. Una crisi che non conosce confini territoriali e coinvolge inevitabilmente la nuova classe generazionale, costretta a fare i conti con una realtà sociale pesante. E proprio di emergenza occupazionale hanno parlato i giovani nel raccontare le tensioni che investono quotidianamente le proprie famiglie. Il diritto al lavoro, il diritto a contribuire allo sviluppo della propria terra, si leggeva sugli striscioni in testa alla sfilata, sulle facce dei manifestanti.

Da Piazza Municipio, cuore della città, il corteo si è mosso lungo Corso Vittorio Emanuele III, toccando la Prefettura, luogo in cui, solitamente, si concentrano tutte le vertenze. Poi, passando per via Gagliardi, ha nuovamente imboccato il corso principale. Davanti al palazzo municipale gli interventi dei ragazzi, dei dipendenti e dei sindaci che, per bocca di Domenico Villì, primo cittadino di Vazzano, hanno espresso la volontà di portare a Roma le istanze dei lavoratori. Di "manifesto di riscatto per la nostra Provincia" ha discusso Luigi Denardo segretario Cgil: "Abbiamo cercato di dare spinta e dignità al territorio" ha concluso il sindacalista ponendo termine alla calda mattinata vibonese.

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