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La Dia sequestra beni ad esponenti della 'ndrangheta
Coinvolti un reggino e un vibonese legati ai clan

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La Dia di Reggio Calabria ha sequestrato beni per un valore di un milione e 300 mila euro ad un sorvegliato speciale, Salvatore Domenico Tassone, 66 anni, accusato di essere un esponente di primo piano della cosca Longo di Polistena della 'ndrangheta, e Biagio Francesco Maduli, di 51, attualmente agli arresti domiciliari. Il sequestro è stato disposto dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Dda. A Tassone la Dia aveva confiscato altri beni per 47 milioni.

Salvatore Domenico Tassone, di Sorianello (Vibo Valentia), con precedenti, secondo quanto riferisce la Dia, per omicidio, occultamento di cadavere e favoreggiamento personale, ha avuto applicata la misura della sorveglianza speciale per la durata di quattro anni. Biagio Francesco Maduli, originario di Taurianova (Reggio Calabria), si trova ai domiciliari perchè arrestato dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria con l’accusa di associazione mafiosa, usura, estorsione ed esercizio abusivo dell’attività creditizia.

Secondo quanto è emerso dalle indagini, Maduli, afferma ancora la Dia, era a disposizione delle cosche di 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro e, in particolare, di Vincenzo Pesce, di 63 anni, presunto esponente dell’omonimo gruppo criminale.

I beni sequestrati consistono in un fabbricato ed un capannone a Giffone (Reggio Calabria); due agrumeti ed un fabbricato in costruzione a Rosarno ed in alcuni conti correnti ed altre disponibilità bancarie.

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