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Il giallo di Cinquefrondi: arrestato lo zio
con l'accusa di aver sparato al nipote

Calabria

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CINQUEFRONDI (REGGIO CALABRIA) - Ha sparato al nipote durante un litigio per il furto di un vitello. Gli agenti della polizia di Stato di Polistena hanno arrestato a Cinquefrondi, Giuseppe Tigani, di 42 anni, per tentato omicidio nei confronti del nipote Rocco Tigani (36). L’episodio è avvenuto a maggio dello scorso anno quando Rocco Tigani fu ferito ad una gamba in campagna. I poliziotti hanno accertato che movente è stato il furto del vitello compiuto da Giuseppe Tigani ai danni del nipote.

Tutto avvenne il 23 maggio dello scorso anno intorno alle 9 e 30 di mattina in località Musucampu, una zona di montagna che si trova lungo la fiumara Sciarapotamo dove Tigani si era recato per badare alcuni animali al pascolo insieme al padre. In quella zona i Tigani hanno una fattoria per l’allevamento di vacche e capre. Dopo aver esploso il colpo di fucile l’uomo armato si sarebbe allontanato inoltrandosi nei boschi circostanti. Sono stati alcuni parenti a soccorrerlo e a trasportarlo presso l’ospedale di Polistena. Gli agenti di Polistena diretti dal Commissario Capo Pierfranco Amati dopo aver informato il sostituto procuratore di Palmi Giulia Masci avevano ascoltato la vittima ma a quanto pare hanno sospettato da subito sulla versione fornita. Rocco Tigani aveva raccontato agli investigatori che a ferirlo era stato un uomo incappucciato che lo aveva raggiunto nel suo casolare di campagna. Dagli accertamenti però è emersa una ricostruzione diversa da quella della vittima.

Rocco Tigani, sposato con figli, ha precedenti per armi e truffa e in passato fu indagato per favoreggiamento.

A Giuseppe Tigani è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Palmi, Fulvio Accurso, che ha accolto la richiesta avanzata dal Procuratore Ottavio Sferlazza e dal sostituto Anna Pensabene. E' accusato di tentato omicidio aggravato e di porto e detenzione illegale di armi. L'arrestato, secondo gli investigatori, aveva puntato l’arma al petto del nipote e, solo a seguito di una reazione di difesa di questo, il colpo era stato deviato sulla gamba. 

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