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Usura e minacce, scacco alla cosca Commisso
I nomi dei 18 arrestati in provincia di Reggio Calabria

Calabria

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REGGIO CALABRIA - E' stata eseguita, dalle prime luci dell’alba, una imponente operazione da parte degli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dello Scico di Roma che ha portato a disarticolare un gruppo criminale dedito all’usura e all’esercizio abusivo del credito. Sono tutte persone riconducibili, secondo gli inquirenti, al clan "Rumbo-Galea-Figliomeni", gravitante nell’orbita della cosca Commisso, potente ed efferata famiglia di ‘ndrangheta operante nella Locride e in Canada.

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Nei comuni di Siderno, Bianco, Mammola e Grotteria, tutti nel Reggino, sono in corso, da parte di un centinaio di finanzieri, diciotto ordinanze di custodia cautelare, nonché il sequestro di varie società, terreni, appartamenti ed autovetture per un valore superiore ai tre milioni di euro.

Per l Procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho e per il suo aggiunto Nicola Grateri, le persone arrestate sono estremamente pericolose per via dei metodi violenti utilizzati (LEGGI LA NOTIZIA CON LE DICHIARAZIONE DI DE RAHO E GRATTERI)

I destinatari dei provvedimenti devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, esercizio abusivo di attività finanziarie, tentata estorsione aggravata e usura aggravata. Un distributore di carburanti di Siderno (RC), sottoposto a sequestro, era la base operativa delle attività criminose condotte da Infusini Domenico (cl.’73), titolare del distributore, nonché Rumbo Santo (cl.’89), Marando Isidoro (cl.’58), Gattuso Davide (cl.‘75 ), Figliomeni Giuseppe Antonio (cl.‘48), Figliomeni Vincenzo (cl.‘62), Albanese Cosimo Vincenzo (cl.’52), Figliomeni Cosimo (cl.’65), Iennaro Rocco (cl.’72), Policheni Leonardo (cl’49), Prochilo Francesco (cl.’67), Rumbo Riccardo (cl.’62) tutti destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare in carcere.

Ai domiciliari sono invece finiti Minnella Massimiliano (cl.’72) e Piscioneri Daria (cl.’87), per il delitto di favoreggiamento pesonale, consistito nell’aiutare Davide Gattuso nella latitanza; Audino Domenico (cl.’57), Racco Francesco (cl.’66), Ursino Salvatore (cl.’47), Zoccoli Giuseppe Saverio (cl.’56), anch’essi ritenuti responsabili del delitto di favoreggiamento personale pluriaggravato, configurato a seguito delle dichiarazioni reticenti rese nel corso delle indagini, quali vittime dei reati o, comunque, quali soggetti finanziati dal gruppo criminale.

I beni sequestrati, oltre al distributore di benzina, sono sei ditte individuali operanti nel settore pubblicitario, della ristorazione (bar) e nel commercio all’ingrosso di abbigliamento, sei immobili di cui due in costruzione, numerosi terreni, dieci autovetture, quattro motocicli, numerosi conti correnti e polizze assicurative ed infine orologi preziosi.

Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, riguardano l'operazione denominata "Bacinella 2" (per il nome che gli indagati utilizzavano per definire la cassa comune) e hanno portato a rilevare l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale, di tipo mafioso, presente ed operante nella Provincia di Reggio Calabria - area jonica di Siderno - finalizzato alla commissione di reati di usura, estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

In conferenza stampa, alla presenza del Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Dott. Federico Cafiero de Raho, e del Comandante Regionale Calabria, Gen. D. Gianluigi Miglioli, è emerso che un valido contributo ai riscontri investigativi è stato dato da alcune delle vittime che hanno inteso rendere dichiarazioni secondo verità sulla natura dei rapporti intrattenuti con gli usurai, così confermando il quadro accusatorio, al contrario di altri che, rendendo dichiarazioni mendaci, sono stati indagati per favoreggiamento personale.

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