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Bergamini, parla la sorella: «Qualcuno già sapeva che l'inchiesta sarebbe stata archiviata»

Calabria
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COSENZA - Ancora prima che la Procura della Repubblica di Castrovillari chiedesse l’archiviazione del procedimento sulla morte del calciatore del Cosenza Donato Bergamini in cui sono indagati l’ex fidanzata Isabella Internò ed il camionista Raffaele Pisano, c'era qualcuno che già sapeva come sarebbe finita l’indagine. A sostenerlo è la sorella di Bergamini, Donata che ha diramato una nota all'indomani della notizia che potrebbe chiudere senza un colpevole il caso della morte del giocatore, avvenuta misteriosamente nel 1989.

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«Ovviamente per ogni valutazione occorrerà attendere di conoscere la motivazione della richiesta di archiviazione e l’incartamento processuale», afferma Donata Bergamini, che non si è mai arresa nella sua ricerca di verità. Ora a turbarla è un episodio che, secondo quanto racconta, è avvenuto una settimana fa in un’aula del Tribunale di Cosenza, nel corso di un processo per diffamazione a carico di un giornalista cosentino: «Uno degli avvocati di Isabella Internò, riferendosi a quanto appreso da altro legale della stessa Internò, chiedeva al Tribunale di Cosenza rinvio per acquisire la richiesta di archiviazione del procedimento penale di Castrovillari. Ora, apprendo che tale richiesta è datata 22 dicembre 2014 e mi chiedo come fosse possibile che già vi fosse chi ne era al corrente ancor prima che esistesse».

Donata Bergamini rilancia: «In questa triste e per noi familiari penosa vicenda che riguarda la morte di mio fratello, si è trattato dell’ennesima fuga di notizie, a meno di voler pensare a davvero singolari "coincidenze", e questa volta ancora prima che vi fosse l’atto ufficiale vi era chi sapeva che sarebbe stato di lì a poco emesso. Devo ammettere che questo fatto ha lasciato tutti noi familiari davvero sconcertati».

La famiglia del calciatore ferrarese ha più volte espresso la propria contrarietà rispetto all'ipotesi di archiviazione, arrivando a rendere pubblica la foto del corpo di Denis per smentire l'ipotesi del suicidio e del successivo trascinamento del corpo da parte del camion che lo avrebbe investito. Se il giudice per le indagini preliminari dovesse accogliere la richiesta della procura, però, il caso sarebbe destinato a restare avvolto nel mistero. 

Era il 18 novembre 1989 quando Bergamini, sparito dal ritiro della squadra fu investito da un camion sulla statale 106. Il caso fu chiuso all’epoca come suicidio, ma dopo 24 anni, la Procura di Castrovillari, dopo avere riaperto le indagini su richiesta del legale della famiglia del calciatore, aveva notificato un avviso di garanzia per concorso in omicidio nei confronti dell’ex fidanzata di Bergamini ed uno per favoreggiamento al camionista. Anche attorno a Pisano ci fu un giallo: per anni si riteneva che fosse morto, salvo poi scoprire che in realtà poteva ancora essere indagato.

 

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