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Assolti «perché il fatto non sussiste», i giudici

scagionano Scopelliti e Tallini per la nomina Sarlo

Calabria
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CATANZARO - Assolti perché il fatto non sussiste. E' questa la sentenza emessa dai giudici del tribunale di Catanzaro nei confronti dell'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e dell’ex assessore Domenico Tallini, attuale consigliere regionale di Fi, a conclusione del processo sulla nomina di Alessandra Sarlo a dirigente del Dipartimento controlli della Regione. I due erano accusati di abuso d’ufficio.

La decisione è stata assunta in serata da tribunale collegiale (Tiziana Macrì presidente, a latere Sergio Natale e Annamaria Raschellà, assistente Liliana Di Lieto). Le motivazioni saranno rese note entro 90 giorni. Il processo era scaturito dalla denuncia presentata dal dirigente regionale escluso, Luigi Bulotta.

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno ed otto mesi di reclusione e l’interdizione temporanea dai pubblici uffici. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Gerardo Dominijanni che ha coordinato le indagini insieme a Domenico Guarascio, la nomina di Alessandra Sarlo sarebbe avvenuta, nell’agosto 2011, in maniera irregolare dopo che un avviso interno non aveva portato all’individuazione di un candidato che avesse i requisiti per l'incarico nella nuova struttura controlli. Tallini era difeso dagli avvocati Enzo Ioppoli e Francesco Scalzi, Scopelliti dall'avvocato Aldo Labate.

La stessa Sarlo, nel 2010, è stata, per un breve periodo, commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. La dirigente regionale è la moglie del giudice Vincenzo Giglio, arrestato nel novembre 2011 nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano sulle attività in Lombardia della cosca Lampada della 'ndrangheta.

Da parte sua l'ex assessore Tallini ha affermato di essere «sempre stato sereno e fiducioso nell’operato della giustizia in questo procedimento che mi ha visto indagato. La mia serenità - ha aggiunto Tallini - derivava dal fatto di essere sicuro di avere fatto, anche in questa circostanza, il mio dovere di amministratore pubblico. Desidero semplicemente ringraziare i miei difensori, gli avvocati Enzo Ioppoli e Franco Scalzi, per la professionalità e la dedizione con cui hanno seguito il procedimento, dimostrando la mia totale innocenza rispetto ai reati contestati».

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