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Muore dopo il ricovero per una caduta, i familiari
denunciano clinica privata di Vibo: due indagati

Calabria
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di GIANLUCA PRESTIA

VIBO VALENTIA - Una vita intera trascorsa a fare il muratore. A mettere mattoni su mattoni, a spaccarsi la schiena e usurarsi i muscoli. Al freddo come sotto il sole cocente, per racimolare i soldi necessari a mantenere la famiglia. Giuseppe La Bella, 66 anni, originario di Piscopio, piccolo borgo ad un tiro di schioppo dal capoluogo di provincia è deceduto il 3 febbraio scorso.

Le cause? Al momento non vi sono certezze, per questo la Procura della Repubblica nella persona del Pm Filomena Aliberti ha avviato un'inchiesta disponendo il sequestro della cartella clinica del paziente e l'esame necroscopico sul corpo della vittima e iscrivendo nel registro degli indagati due persone in servizio presso la clinica privata Villa dei Gerani.

L'uomo, sposato e padre di quattro figli, negli ultimi tempi aveva avuto problemi neurologici tanto che il primario di Neuroscienze, Domenico Consoli, aveva consigliato la neuroriabilitazione proprio nella clinica – in quanto in ospedale non è possibile effettuarla - dove il pensionato era arrivato il 28 gennaio scorso a seguito di un ictus. Per due giorni è rimasto in degenza nella struttura convenzionata con l'Asp.

La mattina del primo febbraio scorso, intorno alle 9, il figlio Salvatore si è recato a far visita al genitore e, per come riportato in denuncia, l’ha trovato con un vistoso cerotto alla nuca. Ha quindi chiesto spiegazioni al padre il quale gli ha risposto di essere caduto. Il giovane a questo punto si è rivolto ad uno degli infermieri che avrebbe affermato di aver trovato il paziente a terra e di averlo soccorso. Tutto sembrava rientrare ma, poche ore dopo, la situazione è iniziata a precipitare. Il quadro clinico del 66enne si è aggravato tanto che, dopo alcuni esami clinici, è stato disposto il trasferimento presso la Neurochirurgia di Catanzaro in elisoccorso.

L’uomo è però entrato in coma senza uscirne più, fino al decesso avvenuto il 3 febbraio scorso. Quindi, la decisione dei familiari di sporgere denuncia alla Squadra Mobile di Vibo Valentia che, su disposizione del pm Aliberti, ha provveduto al sequestro della cartella clinica dell'uomo e ad altra documentazione sanitaria. Affidandosi all'operato degli avvocati Salvatore Sorbilli e Marco Messina, i congiunti della vittima hanno individuato nel consulente medico Francesco Ranieli il perito che ha preso parte all'esame necroscopico sostenuto dall'anatomopatologa Katiuscia Bisogni, incaricata dalla Procura ordinaria. Per conto dei due indagati, assistiti dagli avvocati Franco Muzzopappa e Armando Veneto, era presente il consulente Alfonso Luciano.

Ma cosa lamentano i familiari di La Bella? Sostanzialmente che il loro parente non avrebbe ricevuto le necessarie cure a seguito della caduta e che la Tac, sempre secondo quanto dichiarato dai congiunti della vittima, sarebbe stata eseguita quando il paziente era entrato in coma. Spetterà, dunque, alla magistratura fare luce di un ennesimo caso di morte sospetta in una struttura sanitaria vibonese.

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