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Estorsione e truffa all'Inps: membri dei clan lametini
si facevano assumere per intascare le indennità

Calabria
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LAMEZIA TERME (CZ) - Agenti della Guardia di Finanza di Lamezia Terme hanno notificato quattro informazioni di garanzia, con contestuale avviso della chiusura delle indagini preliminari, nei confronti, fra gli altri, di due pericolosi esponenti dei clan di ‘ndrangheta lametini. Si tratta di Aldo Notarianni, ritenuto membro della “commissione” della cosca Giampà egemone a Lamezia (e già condannato anche per diversi omicidi), e Vincenzo Torcasio, 36 anni, ritenuto esponente di rilievo della cosca Torcasio, contrapposta al clan Giampà – Notarianni.

L'accusa è di estorsione aggravata dal metodo mafioso e truffa aggravata a danno dell’Inps.

Secondo gli inquirenti, Notarianni, avvalendosi del potere intimidatorio derivante dal suo notorio status delinquenziale, ha imposto a diversi imprenditori locali la sua fittizia assunzione, quella di sua moglie Giuseppina Giampà (condannata nel processo Medusa) e quella della cognata Carolina Cerra. In questa maniera si erano costituiti una falsa posizione contributiva ai fini pensionistici, ottenendo nel corso del tempo, indebitamente anche indennità di malattia e di disoccupazione erogate dall’Inps.

Comportamento analogo sarebbe stato tenuto anche da Torcasio. Quest'ultimo avrebbe imposto la sua assunzione e quella di una sua partente a un imprenditore agricolo, beneficiando anch’egli in tal modo di indebite indennità previdenziali varie.

Si calcola che le somme versate dall'Inps ammonterebbero a oltre centomila euro.

I due sono già sottoposti a varie misure coercitive personali per gravi reati di sangue.

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