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Tensioni alla Multiservizi di Lamezia Terme
Minacce di morte a presidente e vicepresidente

Calabria
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di PASQUALINO RETTURA

LAMEZIA TERME – Lettere anonime con minacce di morte per il presidente della Lamezia Multiservizi Giuseppe Costanzo e per il vice Massimiliano Tavella. Minacce di morte che arrivano alla vigilia della conferenza stampa in programma per domattina, convocata dal presidente della Lamezia Multiservizi (la società partecipata controllata dal Comune di Lamezia, maggiore azionista), per la relazione degli amministratori e i progetti della Lamezia Multiservizi spa che occupa 300 dipendenti e che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Lamezia e in altri comuni oltre che altri servizi.

A dare notizia delle lettere con minacce di morte gli stessi Costanzo e Tavella: “Oggi abbiamo ricevuto due lettere anonime,nelle quali venivano rivolte minacce di morte contro le nostre persone – spiegano nella nota - il fatto, di per sé spregevole ed inquietante, fa trasparire il clima fosco e penoso in cui si trova chi amministra nell'interesse del bene comune. Nonostante un comprensibile momento di sgomento dinanzi a tali inusitati gesti, teniamo a ribadire che rimaniamo sereni nel perseguire il nostro intento nell'amministrare, che è volto solo alla tutela degli interessi generali, dei cittadini onesti e dei lavoratori della Multiservizi spa”.

L'episodio è stato denunciato alla Polizia di Stato di Lamezia Terme, per le indagini del caso. La società versa in uno stato finanziario piuttosto critico (anche per crediti milionari che la società non riesce a incassare in particolare dallo stesso Comune di Lamezia socio maggioritario) e nella relazione del 2015 lo stesso Costanzo aveva evidenziato la pesante situazione finanziaria della società in house che sta causando, tra l'altro, anche il ritardo dei pagamenti degli stipendi per i lavoratori per i quali i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil e la Rsa aziendale, nei giorni scorsi hanno incontrato il sindaco Mascaro e il vice Caglioti i quali hanno rassicurato i sindacati che non ci sarà nella società nessun ingresso di soci privati.

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