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Vigili corrotti per favorire imprenditori calabresi
Blitz a Roma: tre arresti, perquisizioni e indagati

Calabria
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Il blitz della Finanza a Roma

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DUE imprenditori calabresi e un componente del corpo di Polizia locale di Roma Capitale sono al centro di un’operazione portata a termine dalla Guardia di finanza del Comando provinciale di Roma. Complessivamente sono otto gli indagati per l’inchiesta denominata “Tavoli in centro” accusati, a vario titolo di concorso in corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, rilevazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistemi informatici e telematici.

Nello specifico, secondo il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, il provvedimento ha permesso di disarticolare un gruppo delinquenziale, dedito, tra dicembre 2012 ed aprile 2014, alla commissione seriale di episodi corruttivi. La Finanza ha infatti ricostruito “un totale asservimento della funzione di alcuni pubblici ufficiali “infedeli” all’interesse di privati imprenditori con importanti attività commerciali nella Capitale”. In cambio di questi “aiuti”, abusando dei poteri per il ruolo di vigile urbano, Franco Caponera, tratto in arresto nell’operazione e posto ai domiciliari, insieme ad altri appartenenti alla Polizia Locale indagati, ha ottenuto promesse e consegne di denaro ed altre utilità a contenuto patrimoniale.

Con il vigile urbano sono coinvolti, nell’ordinanza del gip Paola Della Monica, Renato Salvatore Mercuri, 54 anni, imprenditore calabrese finito in carcere, e Giovanni Pagliaro, 40 anni, anch’egli calabrese e finito in carcere.

La Guardia di finanza ha portato a termine oltre venti perquisizioni a Roma, nei confronti di otto indagati, compreso le sedi di locali commerciali e di tre società immobiliari. Inoltre, sono stati acquisiti documenti in diversi uffici pubblici, tra i quali il Municipio I Roma Centro, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma e Polizia Locale di Roma Capitale.
L’inchiesta ha permesso di ricostruire i favori ottenuti dai vigili urbani compiacenti, tra i quali una promessa di assunzione, nella zona di Catanzaro, di una persona indicata dal vigile Caponera il quale, laconicamente, sottolineava a Mercuri “a me chi mi aiuta io lo aiuto!!!”.

Inoltre, avrebbero ottenuto la consegna di casse e bottiglie di vino ed altre regalie, quali ticket restaurant; pagamento o promesse di pagamento, nonché offerta sistematica di consumazioni nei locali riconducibili agli imprenditori.

In cambio, gli imprenditori avrebbero ottenuto diversi vantaggi dai pubblici ufficiali. Nello specifico, Mercuri e Pagliaro, avrebbero saputo in anticipo l’avvio di controlli nei loro locali del centro storico, al fine di evitare che le attività ispettive evidenziassero irregolarità, garantendo così l’esito positivo degli stessi accertamenti. Agli stessi imprenditori sarebbero state bloccate ispezioni che, in alcuni casi, sarebbero state svolte in maniera “elastica”. Inoltre, sarebbero stati effettuati accessi abusivi alle banche dati informatizzate ed in uso alle forze dell’ordine.

Secondo l’accusa, nonostante i piccoli vantaggi ottenuti, i vigili urbani avrebbero permesso agli imprenditori calabresi di essere avvantaggiati sia nella fase dell’avvio delle attività commerciali che nella successiva espansione, in danno di onesti concorrenti commerciali.

Emblematiche alcune intercettazioni finite nell’inchiesta e pronte per evidenziare la violenza messa in atto in alcuni momento. Nell’occasione di un controllo dei vigili urbani per l’occupazione del suolo pubblico, gli imprenditori calabresi, non riuscendo a rintracciare Caponera, decisero di minacciare la persona che aveva effettuato la segnalazione per la presunta irregolarità.

 

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