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Farmaci oppiacei ai tossicodipendenti del Cosentino
Maxi truffa al servizio sanitario, medici indagati

Calabria
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Una perscrizione di farmaci

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RENDE (CS) - Medici di base pronti a prescrivere abusivamente farmaci psicotropi, con una truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale e attuando una vera e propria attività di spaccio di sostanze contenenti oppiacei. E' questo quello che hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Rende che hanno portato a termine l'operazione "Fentanil" che coinvolge due persone agli arresti domiciliari, otto con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, sei medici a cui è stato disposto il sequestro preventivo di beni.

L'ordinanza è stata emessa dal gip Giuseppa Ferrucci del Tribunale di Cosenza, mentre le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza Giuseppe Visconti e condotte dal Nucleo operativo e radiomobile di Rende, all’epoca diretto dal tenente Giovan Battista Marino.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti nei confronti di Stefano Natalizio, 54 anni, di Bisignano, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, e Tancredo Ferraro, 38 anni, anch'egli di Bisignano. L'obbligo di presentazione è stato disposto per G.G., 30 anni, residente in Bisignano; P.E., 28 anni, residente a Bisignano; C.K., 37 anni, residente a Bisignano; M.M., 23, residente a Bisignano; C.V., 33, residente a Bisignano; B.C., 46, di Bisignano; D.N. A., 50, di Bisignano e già avvisato orale di pubblica sicurezza; F.F., 32 anni, di Bisignano.

Sei i medici nei confronti dei quali è stato disposto un sequestro preventivo di beni: R.U., 61 anni, di Bisignano, a cui sono stati sequestrati 46.140,25 euro; C.F., 62 anni, di Bisignano sequestro di 41.296,90  euro; G.D., 59 anni, di Bisignano, beni per 13.075,17 euro; S.T., 58 anni, di Bisignano, beni per 1.750,50 euro; C.F.A., 65 anni, residente a Bisignano, sequestro per 21.115,56 euro; R.F., 56 anni, di Bisignano, sequestro di 7.803,07 euro.

Secondo le indagini i medici avrebbero prescritto i farmaci Durogesic, indicato nel trattamento del dolore cronico da cancro e del dolore ribelle che necessita di un’analgesia a base di sostanze oppiacee, e Actiq, indicato per il trattamento dei picchi di dolore acuto in pazienti già in terapia di mantenimento con un oppioide per il dolore cronico da cancro. 

L’attività investigativa ha preso le mosse da un episodio particolarmente grave ed allarmante, che ha visto inconsapevole vittima un bambino di 2 anni. Infatti il 29 giugno 2013, il piccolo è giunto in gravi condizioni in ospedale, accompagnato dall’elisoccorso dell’ospedale di Cosenza. I genitori hanno riferito ai sanitari ed ai militari della Stazione Carabinieri di Bisignano, intervenuti sul posto, che il bambino aveva accidentalmente ingerito dei farmaci antidolorifici presenti in casa, ed aveva perso i sensi. Nell’abitazione dei genitori i Carabinieri di Bisignano hanno rinvenuto poi diverse dosi di un farmaco avente composizione simile alla morfina, Actiq 1600 mcg.

Il padre del bimbo, in preda ai sensi di colpa per le gravi condizioni del figlio, ha poi spontaneamente dichiarato ai Carabinieri della Stazione di Bisignano di fare uso da tempo del farmaco Actiq in considerazione degli effetti fortemente allucinogeni, paragonabili agli oppiacei, che il medicinale provocava. La Stazione di Bisignano ha informato il Nucleo operativo della Compagnia di Rende per le indagini necessarie.

Le intercettazione, affiancate da classici servizi di osservazione controllo e pedinamento, e dall'acquisizione documentale effettuata nei competenti uffici dell’Asp di Cosenza, ha permesso di ricostruire i contorni dell’intera vicenda. E' emerso un vero e proprio traffico di farmaci a base di Fentanil, sostanza che produce effetti droganti del tutto sovrapponibili a quelli dati dalle sostanze stupefacenti a base di morfina.

Questi medicinali sono stati illegittimamente prescritti a pazienti che non presentavano affatto le patologie per le quali il servizio sanitario nazionale li pone a disposizione dei cittadini. Lo smercio dei farmaci è stato attuato attraverso l’illecita prescrizione da parte di medici compiacenti, i quali, pur essendo perfettamente a conoscenza dell’uso fatto dai pazienti, che non presentavano patologie per le quali fosse necessaria una specifica terapia del dolore con oppiacei, ugualmente redigevano, su istigazione dei beneficiari, certificazioni false, in quanto attestanti condizioni patologiche non veritiere, e inducevano in errore il servizio sanitario nazionale che veniva indotto alla consegna di confezioni di medicinali a soggetti che non ne avevano diritto, i quali, essendo tossicodipendenti, li assumevano personalmente, oppure li rivendevano ad altri assuntori con un grave danno per il servizio sanitario nazionale stesso.

I farmaci psicotropi che i medici hanno prescritto agli spacciatori e tossicodipendenti sono interamente a carico del servizio sanitario nazionale per via delle esenzioni cui hanno diritto gli acquirenti. Per quei soggetti che non hanno diritto a tali esenzioni il farmaco rimane a carico del servizio sanitario nazionale previo il pagamento del ticket.

Nel periodo che intercorre dal gennaio 2011 al novembre 2013 è stato accertato un ingentissimo quantitativo di prescrizioni operato dai medici indagati in favore di spacciatori e consumatori tossicodipendenti, con un danno ingente al Servizio Sanitario Nazionale. Se tale condotta non fosse circoscritta alla sola area di Bisignano, su scala nazionale il valore della truffa sarebbe di enormi proporzioni.

I medici hanno redatto quindi numerose prescrizioni mediche nelle quali attestavano falsamente che i loro pazienti avessero diritto all’erogazione di farmaci oppiacei, circostanza falsa nota al medico curante ed al paziente che lo istigava a commettere il falso. I sanitari avevano piena consapevolezza della natura dei farmaci prescritti, secondo i carabinieri, e sapevano esattamente che si trattava di medicinali contenenti principio attivo stupefacente, prescrivibili solo in presenza di patologie che richiedessero la cura analgesica di dolore acuto. Essi, quindi, aderivano alle richieste dei pazienti tossicodipendenti, nella consapevolezza che il farmaco non era destinato alla cosiddetta “terapia del dolore”, ma a soddisfare illecitamente esigenze derivanti dallo stato di tossicodipendenza. 

A carico di Natalizio è emersa pure la responsabilità per il reato di estorsione per costringere un medico di Bisignano, che non rientra tra quelli indagati, a fare una prescrizione abusiva di farmaci psicotropi. L'uomo infatti si è recato presso lo studio del medico costringendolo a redigere in suo favore una prescrizione medica non dovuta, grazie alla quale si è procurato farmaci stupefacenti, minacciandolo, fingendo di avere una pistola sotto i vestiti e dicendogli che gli avrebbe spaccato la testa a martellate, terrorizzando gli altri pazienti.

 

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