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La legge del branco a Vibo, alcuni parenti applaudono

Altri però si dissociano dal pestaggio contestato

Calabria
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Nella foto: 
Un momento del pestaggio
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VIBO VALENTIA - In conferenza stampa, annunciando il fermo per quattro giovani accusati del pestaggio di due coppie per una questione di mancata precedenza in strada (LEGGI LA NOTIZIA), il questore Filippo Bonfiglio aveva duramente stigmatizzato quegli applausi: «Una scena che fa molto male», aveva asserito parlando dei familiari dei quattro fermati che, davanti i cancelli della Questura, nel vederli uscire per essere tradotti in carcere avrebbero battuto le mani mentre gli stessi, fino a poco prima, «se la ridevano all'interno dei locali».

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Ma le parole del Questore sono state contestate dai parenti di Giuseppe D'Ambrosio, 21 anni, i quali hanno rilevato, per quanto li riguarda, di «non aver mai applaudito al passaggio del congiunto sull’auto della polizia all’uscita dalla Questura». Anche i parenti di Luigi Federici, 18 anni, hanno voluto precisare il concetto: «Essendo, noi, stati sempre per la giustizia e la legalità deprechiamo questi atti di violenza ed illegalità nel momento in cui ne è dimostrata la veridicità».

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Nel frattempo, è slittata a stamani l'udienza di convalida dei fermi dei quattro (gli altri due sono Giuseppe Tomaino e Daniele La Grotteria, entrambi di 21 anni) che compariranno davanti al gip Lorenzo Barracco.

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