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Rabbia e dolore ai funerali dell'avvocato ucciso

A Lamezia i colleghi criticano l'assenza dello Stato

Calabria
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I funerali dell'avvocato Pagliuso
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LAMEZIA TERME - «Mi hai tolto ciò che di più importante avevo, vorrei guardarti negli occhi per dirti: mi auguro che Dio ti benedica». Antonella Pagliuso, una delle due sorelle dell’avvocato Francesco, ucciso nella tarda serata del 9 agosto (LEGGI LA NOTIZIA E GUARDA LE FOTO), così ha concluso la sua lettera che ha letto durante i funerali del penalista ucciso che si sono tenuti oggi pomeriggio alla chiesa del Rosario in piazza della Repubblica, a due passi del tribunale dove nel primo pomeriggio nell’atrio del palazzo di giustizia lametino è stata allestita la camera ardente, mentre in città è stato proclamato il lutto cittadino.

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A circondare la bara dell’avvocato, avvolta dalla toga e con una rosa bianca e una foto sorridente dell’avvocato, tutti i colleghi di Pagliuso molti dei quali con la toga venuti da gran parte della Calabria. Molti gli interventi nell’atrio del tribunale, quasi tutti tenuti dai colleghi di Pagliuso. Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Lamezia, in particolare, ha rimarcato l’assenza e il silenzio dello Stato.

«Nemmeno un telegramma, eppure abbiamo un ministro che dice di esser un avvocato. E’ inaccettabile che se un avvocato muore a Milano ha più rilevanza che a Lamezia». Un altro collega di Pagliuso urla: «Oggi qui doveva esserci il presidente della Repubblica». Poi il presidente del tribunale Bruno Brattoli sottolinea: «Chi ha ucciso Francesco Pagliuso è un infame così come chi ha dubbi sulla sua specchiata integrità morale. Chi pensa questo deve fare i conti con la propria coscienza. Ora spetta ai magistrati di Catanzaro le indagini».

Ai funerali anche i consiglieri regionali Tonino Scalzo e Arturo Bova nonchè i sindaci di Lamezia Terme e Soveria (città d’origine di Pagliuso) Paolo Mascaro e Leonardo Sirianni. Il feretro esce dal tribunale con un lungo applauso per raggiungere la chiesa per le esequie.

«Dalle parole di passi ai fatti» ha tra l’altro sottolineato nella sua omelia don Adamo Castagnaro, vicario della diocesi di Lamezia. Il feretro dell’avvocato Pagliuso ha poi raggiunto il cimitero di Soveria Mannelli.

Intanto proseguono le indagini (LEGGI GLI SVILUPPI) che presto passeranno alla Dda di Catanzaro poichè sembrano non esserci dubbi che l’agguato all’avvocato sia di stampo mafioso. La pista privilegiata è sempre quella legata all’attività professionale dell’avvocato.

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