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Poliziotto di Catanzaro travolto dal pusher in fuga

Condizioni stazionarie, spacciatore ricercato ovunque

Calabria
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Soufiane Amine, l'uomo ricercato per il tentato omicidio
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CATANZARO – Ridotto in fin di vita dallo spacciatore che era andato ad arrestare nel corso di un blitz antidroga (LEGGI LA NOTIZIA). È accaduto a Mariano Comense, in provincia di Lecco, dove Sebastiano Pettinato, 33 anni, poliziotto originario di Catanzaro Lido e in servizio alla squadra Mobile di Lecco, lotta tra la vita e la morte. Le sue condizioni sono gravissime ed accanto a lui sono subito giunti dal capoluogo calabrese il padre, Nando, e la madre.

Sebastiano è in polizia da alcuni anni e negli ultimi tempi era passato alla squadra antidroga. Per questo venerdì mattina, insieme ad altri colleghi, ha raggiunto Mariano Comense per eseguire tre arresti per droga.

Gli agenti erano in borghese. Sapevano che l’operazione era delicata, dal momento che i pusher spacciavano in una strada stretta della città, quindi di non facile accesso senza essere notati, ma nulla poteva far pensare ad un epilogo così drammatico.

Quando è scattato il blitz, un gruppo di poliziotti ha bloccato due persone mentre si trovavano ancora nell’appartamento, mentre Sebastiano e altri colleghi hanno intercettato l’autovettura con a bordo il terzo spacciatore. Sebastiano è sceso dall’auto “civetta” della polizia e ha cercato di avvicinarsi, ma il malvivente, il diciannovenne marocchino Soufiane Amine, ha subito capito di essere stato scoperto, ha ingranato la retromarcia e ha travolto il giovane poliziotto, trascinandolo per alcuni metri. Quindi è fuggito a bordo di una Seat Ibiza, ritrovata abbandonata in una zona poco distante.

I soccorsi al poliziotto (Foto da La Provincia di Como)

I colleghi di Sebastiano hanno subito dato l’allarme e nella zona è partita la caccia all’uomo, mentre il poliziotto trentatreenne è stato soccorso da un elicottero del 118 che lo ha trasportato all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, dove è ricoverato in rianimazione ed in prognosi riservata. Il poliziotto ha riportato un grave trauma cranico, che gli ha prodotto un vasto ematoma, oltre ad alcune fratture. Le sue condizioni sono gravissime, ma stazionarie.

Il primo in famiglia a sapere di quanto avvenuto a Sebastiano, è stato il padre Nando, poliziotto in pensione che per anni ha prestato servizio nella polizia ferroviaria di Catanzaro Lido. Proprio dal quartiere marinaro del capoluogo calabrese, dove vivono insieme ad un’altra figlia, sono partiti il padre e la madre del giovane. Sono loro a stare vicino a Sebastiano insieme ai colleghi che si alternano tra la ricerca del fuggitivo e l’ospedale.

Il cellulare di Nando Pettinato è rimasto irraggiungibile per tutta la giornata di ieri. L’uomo non si è mai staccato dalla sala di rianimazione dove è ricoverato il figlio. Chi lo ha sentito riferisce di una persona stravolta dal dolore per le condizioni del figlio, poliziotto come lui. Una passione alimentata in una famiglia molto stimata ed apprezzata a Catanzaro Lido, dove in tanti stanno pregando per Sebastiano.

Dal punto di vista investigativo, la polizia di Como e Lecco, insieme ai rinforzi giunti da Milano, è alla ricerca dello spacciatore. Si tratta di un cittadino marocchino già noto alle forze dell’ordine, ma del quale fino ad ora non si hanno più notizie. Oltre all’arresto per spaccio di droga, nei suoi confronti potrebbe scattare l’accusa di tentato omicidio.

Tra i colleghi di Sebastiano c’è anche tanta rabbia. Franco Maccari, segretario nazionale generale del Coisp (Sindacato indipendente di polizia), non ha dubbi sulle difficoltà operative delle forze dell’ordine: “Insieme a Sebastiano c’era il nostro segretario provinciale, che lavora proprio alla Mobile di Lecco. Ha visto tutto. Loro lo sapevano che prima o poi qualcosa sarebbe successo, perché quella zona è ormai territorio di nessuno. Gli stranieri che si trovano in quella zona, come chiunque vive di illegalità, non hanno alcuna remora a scagliarsi contro la polizia, perché sanno che con le leggi vigenti non rischiano nulla. Questi sono gli effetti delle bugie di Alfano sulla sicurezza, ora non ci resta che pregare perché Sebastiano possa farcela”.

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