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Bufera sulla sagra dello stocco promossa a Corsico

La 'ndrangheta dietro la festa importata da Mammola 

Calabria
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Il Consiglio comunale di Corsico finito nella bufera
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MAMMOLA (REGGIO CALABRIA) - Una bufera si è scatenata nel mondo politico e nella società civile per il Festival dello Stocco di Mammola, in programma per questo fine settimana nel Comune di Corsico centro dell’hinterland milanese, e annullato dopo la scoperta che tra gli organizzatori c'era Vincenzo Musitano, genero del boss della 'ndrangheta Giuseppe Perre.

Il sindaco Filippo Errante eletto con una lista civica, finito sulla graticola per la sagra dello stoccafisso, ha annunciato che una fiaccolata «per la legalità contro ogni mafia» è stata organizzata per martedì prossimo, ma le polemiche non si placano.  

Il primo cittadino ha anche avuto un incontro con il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni. Durante il colloquio, che segue quello con gli esponenti del Pd Franco Mirabelli e Pietro Bussolati, il dirigente ha chiesto informazioni sulla bagarre scatenata durante il Consiglio comunale quando l’ex sindaco, Maria Ferrucci, mentre stava leggendo la sua interpellanza sul caso della festa gastronomica "importata" dalla Calabria, è stata insultata e bersagliata da intimidazioni da persone sedute tra il pubblico, una delle quali è già stata identificata.

Il prefetto, inoltre, ha modificato l’ordine del giorno della seduta di mercoledì prossimo del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per parlare anche del caso di Corsico. Il sindaco Errante ha spiegato che dalle verifiche effettuate non compare alcuna richiesta o atto relativo all’evento con la firma del genero di Perre, Vincenzo Musitano, nome apparso invece «a sorpresa» sui manifesti affissi tra sabato e domenica scorsi ai muri della cittadina. E che su quanto accaduto l’altra sera in Consiglio comunale, aveva già presentato un esposto ai carabinieri e fatto una segnalazione in Prefettura.

Il caso era finito anche in Commissione Antimafia, per una richiesta del senatore Mirabelli che aveva sollecitato un approfondimento alle forze dell’ordine per «accertare il livello del tasso di criminalità e di infiltrazioni che eventualmente nasconde la vicenda».

Lucrezia Ricchiuti, senatrice Pd e componente della Commissione Antimafia, parla di vicenda «grottesca» e di «ennesimo esempio della cialtronesca sottovalutazione da parte di alcuni amministratori locali delle infiltrazioni della 'ndrangheta al Nord». «Il sindaco Errante (di nome e di fatto) dapprima - afferma - porta in Giunta comunale la concessione del patrocinio di una manifestazione che - dalla Liguria alle province lombarde - è sinonimo di colonizzazione 'ndranghetista, poi, vista la malaparata, ritira il patrocinio e annulla la festa. Un maldestro tentativo di smarcarsi da inequivocabili segnali mafiosi e da condizionamenti che sono nelle cose».

Al sindaco è stata anche scritta una lettera da parte di Lucilla Andreucci, referente di Libera Milano e provincia e Antonio Loi, del presidio Sud Ovest "A.Vassallo". «I calabresi hanno dato, da sempre, un contributo importante alla crescita del paese, ma - scrivono - prendiamo le distanze da chi fa affari con la criminalità e vive in situazioni di ambiguità. Auspichiamo pertanto che questa grave e inquietante vicenda che investe la sua amministrazione possa spingerla a sorvegliare con maggiore attenzione sugli atti intrapresi da alcuni dei suoi assessori e collaboratori».

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