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Omicidio giudice Scopelliti, per il procuratore de Raho

«è servito per ottenere la pace tra i clan del Reggino»

Calabria
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Nella foto: 
Il giudice Antonino Scopelliti
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REGGIO CALABRIA - La pax mafiosa attuata nella provincia di Reggio Calabria potrebbe essere stata sottoscritta «con l’estremo sacrificio del sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonino Scopelliti, i cui assassini sono ancora senza nome». Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, incontrando i giornalisti per illustrare i particolari dell’operazione che ha portato al fermo da parte dei carabinieri di 26 presunti affiliati alla 'ndrangheta (LEGGI I PARTICOLARI DELL'OPERAZIONE). 

Secondo il procuratore, dunque, «sul territorio della provincia di Reggio Calabria continuano a manifestarsi gli effetti nefasti di quella pax mafiosa probabilmente sottoscritta con l’estremo sacrificio del sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonino Scopelliti, i cui assassini sono ancora senza nome».

«La mia esperienza, però, mi induce ad affermare - ha aggiunto Cafiero de Raho - che, grazie all’impegno della magistratura e delle forze dell’ordine di Reggio Calabria, quell'omicidio arriverà ad essere acclarato in ogni sua parte di responsabilità».

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