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Corsico boccia idea di intitolare una via a Lea Garofalo

Nuova bufera dopo la sagra calabra e legami col boss

Calabria
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Nella foto: 
Lea Garofalo
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LA città di Corsico continua a dividersi rispetto al contrasto alla 'ndrangheta e alle testimonianze di legalità. Una ennesima polemica per la città lombarda che sente prepotentemente l'influenza della 'ndrangheta calabrese.

Dopo la polemica per l'organizzazione della "Sagra dello stocco di Mammola" (LEGGI LA NOTIZIA), arriva un nuovo scontro tra maggioranza e opposizione. A dividere è la proposta di intitolare una via a Lea Garofalo, la testimone di giustizia e vittima della ‘ndrangheta scomparsa a Milano la sera del 24 novembre 2009 ed i cui resti sono stati rinvenuti solo nel 2012.

A segnare l'ennesima divisione è stata la seduta del Consiglio comunale che si è svolto nella serata di martedì, con l'aula che ha deciso di aprovare l'istituzione di una commissione d’inchiesta sulla sagra dello Stocco, ma ha deciso di bocciare la proposta di intitolare una via a Lea Garofalo.

Ad avanzare la proposta di una piazza per Lea è stato il gruppo di opposizione del Movimento 5 Stelle, sostenendo il valore del messaggio sociale legato alla possibilità di dedicare alla donna vittima di 'ndrangheta una via, una piazza o un giardino pubblico di Corsico. Idea che non è piaciuta al sindaco di centrodestra Filippo Errante che si è detto “assolutamente contrario”, motivando il suo voto negativo: “Senza nulla togliere a Lea Garofalo vittima di ‘ndrangheta e quant’altro - ha detto - ritengo che ad oggi sussistano le condizioni di riconoscimento della scorta di Falcone, Quarto Savona Quindici”.

Una dichiarazione che ha scatenato i gruppi di opposizione, con l’ex sindaca Pd e attualeconsigliera di opposizione Maria Ferrucci che ha ribattuto: “Sono due modi diversi e importantissimi di combattere la criminalità organizzata. Lea Garofalo - ha aggiunto - è stata una testimone di giustizia, sappiamo cosa è la ‘ndrangheta e una persona che si mette contro la violenza è un esempio fortissimo per i nostri giorni. Sfido chiunque qui dentro a fare ciò che ha fatto lei, perdendo la vita. Lea è l’esempio dei giusti tra le barbarie e non capisco perché si dica no a tale proposta”.

Per il Consiglio comunale di Corsico, dunque, è prevalsa la decisione di non riconoscere il valore simbolico di intitolare un luogo pubblico a Lea Garofalo, in una sorta di contrapposizione tra nomi simbolo della lotta alla mafia. 

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