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Truffa e abusi sul taglio di un bosco nel Cosentino

Sequestrati quaranta ettari, dieci denunce

Calabria
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Un sequestro del Corpo forestale
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FRANCESCO MOLLO

La letteratura e il cinema hanno trattato molto il tema della casualità.

BOCCHIGLIERO (COSENZA) - Quaranta ettari di bosco di castagno e querce sono stati posti sotto sequestro dal personale del comando stazione forestale di Rossano in località “Basilicò”, in un territorio di proprietà del comune di Bocchigliero, in provincia di Cosenza. Un migliaio le piante tagliate in pochi giorni.

Dieci persone sono state indagate, alle quali sono a vario titolo contestati i reati che vanno dall’abuso d’ufficio, al falso ideologico e materiale in atto pubblico, alla turbativa d’asta, alla truffa aggravata ai danni della Regione Calabria, alla indebita percezioni di erogazioni a danno dello Stato. Tra gli indagati ci sono progettisti e direttori lavori, ditta appaltatrice e subappaltarice, ed il sindaco Giuseppe Giovanni Santoro.

Le attività di indagini rientrano tra quelle disposte a difesa dell’ambiente e per tutela del patrimonio pubblico dal procuratore capo della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla. E hanno riguardato un'area boschiva per la quale il Comune di Bocchigliero - partecipando ad un bando regionale per la concessione di un finanziamento nell’ambito del PSR 2007/2013 “Accrescimento del valore economico delle Foreste” - ha ottenuto dalla Regione un finanziamento regionale di 137.000 euro, ovvero il 60 per cento dell’importo complessivo.

Dagli esiti delle indagini è emerso che il bosco Basilicò sarebbe stato falsamente classificato come un lotto boschivo governato a ceduo in modo tale da poter effettuare il taglio presentando una semplice Scia (dichiarazione certificata di inizio attività) anziché richiedere l’autorizzazione da parte della Regione Calabria. Dopo l'acquisizioni di documentazione e accertamenti effettuati sul territorio è stato appurato che il bosco in questione è caratterizzato da una fustaia e pertanto soggetto a relativa progettazione e autorizzazione da parte dell’organismo preposto della Regione Calabria. È stato inoltre accertato il conseguimento di un acconto di migliaia di euro proveniente dal finanziamento in questione avvenuto nel 2015 quando ancora i lavori non erano stati appaltati.

Il personale del corpo forestale ha inoltre constatato che le lavorazioni boschive sono state aggiudicate ad una ditta edile di San Giovanni in Fiore la cui natura non prevede assolutamente tale tipo di lavori , ditta che in parte ha subappaltato ad altra ditta dello stesso Comune. Francesco Mollo

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