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La polemica impazza dopo l’aggiornamento dei disciplinari delle produzioni deliberato dalla giunta regionale

CATANZARO – Il glifosato è diventato il pomo della discordia. È accaduto dopo che la giunta regionale con la deliberazione n. 461/2016 ha proceduto all’aggiornamento dei disciplinari di produzione integrata delle infestanti e pratiche agronomiche. E le associazioni agricole si sono divise tra chi l’accetta, come Coldiretti, e chi no, come Cia Calabria, Confagricoltura Calabria, Copagri Calabria, Confcooperative Calabria (riuniti in Agrinsieme), Forum Calabrese per un’agricoltura libera dal glifosate e dai veleni composto da Associazione Agricoltura Biologica Calabria, Associazione Medici per l’Ambiente ISDE, Associazione Apicoltori Produttori della Calabria, AIAB Calabria, Legambiente Calabria, WWF Calabria Citra, Federconsumatori Calabria, Forum Agricoltura Sociale della Calabria, Associazione La Goccia Vibo Valentia, OP Carpe Naturam Corigliano Calabro, Associazione Punta Stilo, Consorzio Ecolandia Reggio Calabria, Igea srl Sant’Onofrio (VV), Associazione Estya, Consorzio Sociale GOEL.

Scrive Agrinsieme in un comunicato a firma Nicodemo Podella, Alberto Statti, Luigi Iemma, Camillo Nola: «Sul Glifosato avevamo chiesto di attendere una decisione definitiva adeguandoci alle prescrizioni che accompagnavano la già decisa proroga; la Giunta regionale, invece, ha irresponsabilmente deciso ritenendo inutile ogni validazione scientifica. Si tratta di uno degli erbicida più diffusi al mondo ed impiegato da centinaia di Paesi; la Commissione Europea nei mesi passati ha approvato una proroga, fino a dicembre 2017, per l’uso parziale, proroga non avversata dal rappresentante italiano. In Calabria, invece, qualcuno ha pensato di essere sommamente competente, persino più dell’Agenzia Europea per le sostanze chimiche, e aggiornare i disciplinari mettendo al bando il glifosato; una decisione che è stata subito celebrata con il consueto quanto stancante sventolio di comunicati stampa e bandierine gialle. Siamo a corto di aggettivi per definire simili, irresponsabili atteggiamenti; la Giunta ha ritenuto di non consultare le organizzazioni agricole e di procedere in solitario con una decisione che è ingiustificata e inutilmente dannosa per le imprese agricole. Il sistema agricolo in Calabria è materia più complessa del piantare bandierine a bordo strada o stendere tappeti rossi alla bisogna. […] Agrinsieme chiede, dunque, il ritiro della delibera che, allo stato attuale, è solo un inutile, immotivato salto in avanti».

Nei giorni scorsi il presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro aveva osservato: «Bersaglio centrato questo significa che è stato bandito l’uso del diserbante “glifosate” e l’agricoltura Calabrese ha tutto da guadagnarci perché si qualifica sempre di più garante della sicurezza alimentare, conferma alti standard qualitativi e questo incide notevolmente sulla valorizzazione delle nostre produzioni. Èuna decisione che in questi mesi abbiamo fortemente richiesto convinti come siamo che genera un futuro trasparente anche verso i cittadini consumatori. “Glifosato zero” ci pone ai primi posti sempre di più quale territorio vocato al biologico e a produzioni di qualità eco-sostenibili e ci caratterizza come regione green un sicuro valore aggiunto da spendere efficacemente sul mercato».

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