Salta al contenuto principale

Commozione a Vibo ai funerali di Greta Medini, morta dopo essersi lanciata da un viadotto dell'A3

Calabria
Chiudi
Apri
Nella foto: 
Il feretro all'interno della chiesa
Tempo di lettura: 
1 minuto 50 secondi

GIANLUCA PRESTIA

Send mail

Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA – Commozione, tanta, occhi lucidi a volte celati dalle lenti scure degli occhiali, e molta compostezza.

Un duomo di San Leoluca gremito è stato il luogo in cui la comunità vibonese ha porto l'ultimo saluto a Greta Medini, la talentuosa violinista 26enne suicidatasi ieri lanciandosi dal viadotto della A3 che sovrasta Pizzo (LEGGI LA NOTIZIA).

Cause oscure anche se il terribile sospetto della depressione si fa sempre più strada. Ed è stato anche don Giuseppe La Torre, che Greta l'ha conosciuta fin da quando era piccola, fin da quando aveva iniziato ad appassionarsi a quel violino che l'avrebbe portata a farla apprezzare in tutta Italia e oltre, a farne riferimento nella sua omelia.

«Cosa si può dire di questa tragedia? Un nodo alla gola prende ciascuno di noi e le parole non possono riempire un vuoto così grande. Oggi siamo qui per offrire al Signore la nostra sorella Greta, oggi siamo riuniti attorno ai suoi genitori, Angela e Alberto, al fratello Ernesto e ai nonni e zii per dar loro forza e coraggio per invitarli a non scoraggiarsi di fronte a questa perdita terribile. E quali sono le parole che possono dare speranza? Sono le parole di Dio, le parole che ci inducono a credere che c'è una vita oltre la morte che è un momento importante nella vita di tutti noi ma non è quello conclusivo perché esso è l'eternità. Ci ha deliziato fin dalla tenera età con il suo violino, è stata uno dei simboli di Vibo Valentia non solo in Italia ma nel mondo; sapeva muovere magistralmente le corde di questo strumento che era una parte del suo corpo come riusciva a muovere quelle del nostro cuore. Amava la musica ed amava la vita, perché la prima è collegata all'altra e viceversa».

Parole, quelle del religioso, che hanno suscitato commozione ed un applauso caloroso dei presenti quasi a spezzare quell'alone solenne che circondava tutto il duomo per portarlo ad una dimensione più candida dove il ricordo gioioso della giovane artista ha avuto la meglio sul dolore. Un ricordo che accompagnerà non solo i suoi cari ma anche chi, questa ragazza, l'ha conosciuta anche solo di fama, magari ascoltando qualche sua esibizione. Una ragazza che, purtroppo, ha lasciato questo mondo troppo presto.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?