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In carcere gli esponenti del clan Iannazzo-Cannizzaro

Arresti a Lamezia dopo le condanne per "Andromeda" - VIDEO

Calabria
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Uno degli arresti a Lamezia
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LAMEZIA TERME (CATANZARO) - Nuovo colpo alle cosche di Lamezia Terme legate alle famiglie Iannazzo, Cannizzaro e Daponte. La polizia di Catanzaro ha eseguito 14 arresti per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione e traffico di armi. Le persone arrestate erano state tutte condannate, nei giorni scorsi, con il giudizio abbreviato, a pene significative in quanto ritenuti responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione e traffico di armi grazie all'operazione "Andromeda". 

OPERAZIONE ANDROMEDA: LE CONDANNE PER I CLAN DI LAMEZIA

Prima le pesanti condanne emesse dopo il rito abbreviato, quindi una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e disposta dal Giudice per le indagini preliminari. Si chiude in questo modo il cerchio intorno agli esponenti della cosca Iannazzo e Cannizzaro di Lamezia Terme, già arrestati nell’ambito dell’operazione “Andromeda”, condannati pochi giorni fa con tre ergastoli e pene da un massimo di 30 anni a un minimo di 4 mesi, con sole sei assoluzioni.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

Per questo, la Polizia di Stato di Catanzaro e del Servizio centrale operativo di Roma hanno eseguito oggi un provvedimento per l’applicazione di ordinanze di custodia cautelare. I soggetti colpiti dalla misura restrittiva erano stati tutti tratti in arresto nell’ambito dell’operazione “Andromeda” condotta dalla Squadra Mobile di Catanzaro il 14 maggio 2015 ed oggi sono stati colpiti dal nuovo provvedimento di carcerazione a seguito della sentenza di primo grado emessa nei giorni scorsi. Proprie queste condanne hanno spinto la Dda guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri a a richiedere nei confronti delle persone coinvolte l’applicazione del provvedimento cautelare vista la gravità dei reati e loro la conseguente necessità che fossero nuovamente posti in carcere.

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RIGUARDANTE L'OPERAZIONE ANDROMEDA

Il provvedimento è stato firmato dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e dal sostituto Elio Romano. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catanzaro per l’operazione “Andromeda” avevano permesso di ricostruire l’organigramma della cosca Iannazzo individuando i personaggi di vertice del sodalizio: Vincenzino Iannazzo detto “Il Moretto”, Pietro Iannazzo, Francesco Iannazzo detto “Cafarone”, Antonio Davoli, oltre alle alleanze costituite nel corso degli anni con le cosche Giampà e Cannizzaro-Daponte. I destinatari del provvedimento sono stati arrestati per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, mentre alcuni rispondono dell’omicidio, avvenuto a Lamezia Terme il 23 maggio 2003, di Antonio Torcasio, all’epoca reggente dell’omonima cosca, di quello di Vincenzo Torcasio e del contestuale tentato omicidio di Vincenzo Curcio, avvenuti a Falerna il 27 luglio 2003.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, questi omicidi si inquadravano in una strategia criminale delle cosche Iannazzo, Cannizzaro e Daponte per mantenere l'esclusivo controllo di gran parte del territorio di Lamezia Terme, anche attraverso l'eliminazione fisica degli esponenti di spicco della cosca Cerra, Torcasio e Gualtieri attiva soprattutto nel campo delle estorsioni. Molte le estorsioni ricostruite nelle indagini, con diversi commercianti e imprenditori vittime della ‘ndrangheta.

Le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia e le intercettazioni telefoniche ed ambientali, avevano anche permesso di provare un accordo tra gli esponenti di vertice della cosca Giampà e quella degli Iannazzo nella gestione delle attività estorsive con relativa spartizione dei proventi. Alcuni dei personaggi tratti in arresto vengono ritenuti responsabili anche di danneggiamenti e detenzione illegale di armi ed esplosivi. Altre due persone destinatarie del provvedimento restrittivo sono ancora irreperibili.

La pagina Facebook contestata

Tra di loro Vincenzo Torcasio, 39 anni, detto “U Giappone”, condannato alla pena di anni 30 di reclusione per omicidio, e che nei giorni scorsi è balzato agli onori della cronaca in quanto alcuni organi di stampa hanno pubblicato articoli relativi ad un seguitissimo profilo Facebook denominato “Onore è dignità”, apparentemente a lui riconducibile, attraverso il quale vengono lamentate presunte deviazioni e malfunzionamenti della giustizia e del sistema carcerario nel Paese in particolare con vari post di sprezzante critica rispetto alla sentenza del processo “Andromeda” che, in un breve lasso di tempo, sono stati a più riprese condivisi. Vincenzo Torcasio è attualmente irreperibile.

I nomi degli arrestati

Viste le condanne inflitte, l’operazione di oggi ha portato in carcere: Antonio Provenzano, 57 anni, condannato alla pena di anni 14 e mesi 8 di reclusione e alla multa di euro 10,000.00; Emanuele Iannazzo, 36 anni, condannato alla pena di anni 4 di reclusione; Alfredo Gagliardi, 39 anni, condannato alla pena dell’ergastolo; Francesco Costantino Mascaro, 43 anni, condannato alla pena di anni 10 di reclusione; Antonino Cannizzaro detto “Antonello”, 38 anni, condannato alla pena di anni 8 di reclusione; Domenico Cannizzaro detto “Ricciolino”, 42 anni, condannato alla pena di anni 8 di reclusione; Francesco Salvatore Pontieri, 50 anni, condannato alla pena di anni 8 di reclusione reclusione; Pasquale Lupia, 54 anni, condannato alla pena di anni 8 di reclusione; Saverio De Martino, 71 anni, imprenditore condannato alla pena di anni 8 di reclusione; Francesco Iannazzo detto “u Cafarone”, 62 anni, condannato alla pena di anni 12 di reclusione; Gregorio Scalise, 25 anni, condannato alla pena di anni 8 di reclusione e euro 6.000,00 di multa; Claudio Scardamaglia, 45 anni, imprenditore condannato alla pena di anni 11 e mesi 4 di reclusione e 14.000,00 euro di multa.

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