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Adriana Musella, leader di Riferimenti

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La conferma della diretta interessata: «Non ho nulla da temere, ho già depositato tutti i documenti della mia associazione»

REGGIO CALABRIA – La leader di Riferimenti Adriana Musella è indagata nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza che mira ad accertare se ci siano state irregolarità nell’ambito dei finanziamenti pubblici concessi al settore dell’antimafia.

Ad accendere i riflettori su fondi, conti ed attività dell’associazione antimafia era stato il Corriere della Calabria con un’inchiesta firmata da Alessia Candito che aveva avuto accesso ed aveva passato al setaccio bilanci e contabilità del Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti. Un approfondimento giornalistico da cui emerse che fondi pubblici destinati negli anni all’associazione presieduta da Adriana Musella sarebbero serviti per retribuire familiari della presidente e per finanziare viaggi, ristoranti ed acquisti.

Solo pochi giorni dopo l’uscita degli articoli giornalistici, a fine febbraio del 2016, si erano susseguiti due distinti blitz della Guardia di Finanza a Palazzo Campanella. I militari delle Fiamme Gialle acquisirono tutti i documenti riguardanti finanziamenti elargiti alle associazioni antimafia, in particolar modo le fatture giustificative delle elargizioni concesse dalla Regione per progetti specifici di legalità.

La leader della Gerbera Gialla, da trent’anni impegnata sul fronte dell’antimafia dopo la barbara uccisione del padre Gennaro, è stata invitata lunedì a comparire ed è stata ascoltata dai pm alla presenza del suo legale ed avrebbe risposto ai magistrati, fornendo ampia documentazione in riscontro a quanto dichiarato.

La Musella si era già recata spontaneamente un anno fa dal Procuratore Federico Cafiero De Raho per illustrare la propria posizione e consegnando la rendicontazione in merito alle spese sostenute con i fondi pubblici. Raggiunta telefonicamente Adriana Musella ha dichiarato: «Sono stata io un anno fa, non avendo nulla da temere, a depositare tutti i documenti dell’associazione in Procura al fine di rispondere a notizie giornalistiche che ritenevo lesive della mia immagine. Sono stata convocata in Procura – precisa – solo per qualche chiarimento e non mi è stata mossa alcuna contestazione di reato». 

Di poche ore fa un suo post su Facebook nel quale si legge: «Gli esami non finiscono mai, diceva Eduardo, ed è proprio vero. All’indomani di alcuni articoli di stampa che tutti ricorderanno,sono stata io, un anno fa, non avendo nulla da temere, a depositare spontaneamente tutti i documenti dell’associazione che presiedo, in Procura, al fine di rispondere a notizie giornalistiche che ritenevo lesive della mia immagine. È in atto un’indagine a mio carico. Non mi sorprende, avendo sollecitato io stessa l’accertamento della verità. La mia coscienza è tranquilla e continuerò a lavorare come ho sempre fatto. Spero di poter superare questa ulteriore prova che la vita mi riserva».

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