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Sacal e aeroporto di Lamezia travolti da operazione

Tre ai domiciliari. Chiesta interdittiva per Enzo Bruno

Calabria
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Nella foto: 
La conferenza stampa degli inquirenti
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LAMEZIA TERME (CATANZARO) - Terremoto nella società che gestisce l'aeroporto internazionale di Lamezia Terme. L'operazione "Eumenidi" ha permesso di ricostruire diverse ipotesi di reato che vanno dalla corruzione al peculato e sino al falso, passando per l'abuso d'ufficio e diverse forme di concussione. 

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DINAMICO SULL'OPERAZIONE EUMENIDI

Le indagini sono state portate avanti dal gruppo della guardia di finanza di Lamezia Terme e dai colleghi della polizia di frontiera dell'aeroporto internazionale di Lamezia, evidenziando, secondo la Procura, un «contesto di malaffare nell’amministrazione della spesa pubblica». Il procuratore Salvatore Curcio ha, inoltre, sottolineato che «questo è solo il primo step dell'attività investigativa». 

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Agli arresti i vertici della società 

Gli arrestati sono Massimo Colosimo, presidente della Sacal, Pierluigi Mancuso, direttore generale, ed Ester Michienzi, responsabile Ufficio legale. Gli arresti sono stati compiuti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, diretta da Salvatore Curcio, mentre l’inchiesta é stata condotta dai sostituti procuratori di Lamezia Marta Agostini e Giulia Maria Scavello.

L'elenco degli indagati

Questi i nomi degli indagati: Massimo Colosimo, Ester Michienzi, Pierluigi Mancuso, Sabrina Mileto, Angelina Astorino, Luigi Silipo, Giuseppe Gatto, Floriano Noto, Vincenzo Giuseppe Mancuso, Vincenzo Bruno, Giuseppe Mancini, Floriano Siniscalco, Emanuele Iona, Francesco Buffone, Vincenzo Bruno Scalzo, Gianpaolo Bevilacqua, Roberto Mignucci, Marcello Mendicino, Pasquale Clericò, Ferdinando Saracco, Pasquale Torquato.

Le misure interdittive e la Provincia di Catanzaro

La Procura di Lamezia Terme ha chiesto al Gip l’applicazione di misure interdittive nei confronti dei 12 componenti del Consiglio d’amministrazione della Sacal. Analoga richiesta é stata fatta anche nei confronti di pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio legati alla gestione della Sacal. Tra le persone coinvolte nella richiesta di interdittiva, con la sospensione dai pubblici uffici, c'è anche il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, quale componente del Cda della Sacal. L'eventuale accoglimento della richiesta provocherebbe un terremoto politico anche nella Provincia e nello stesso Partito democratico che guida l'Ente.

Tra le persone coinvolte, dunque, con la richiesta di interdittive che riguarda anche Gianpaolo Bevilacqua, i consiglieri di amministrazione Floriano Noto e Giuseppe Gatto, i dipendenti Eugenio Sonni, Filippo Malafarina, Antonio Silipo, l’ex direttore generale Pasquale Clericò, quindi Sabina Mileto, Angela Astorino, quest'ultima direttrice del centro per l'impiego di Lamezia Terme, ed Emanuele Ionà, imprenditore di Lamezia in rappresentanza del Comune.

LE CIMICI SCOPERTE NEGLI UFFICI SACAL

La Guardia di finanza ha eseguito, inoltre, 40 perquisizioni nei confronti di altrettante persone indagate nell’inchiesta, tra cui esponenti di istituzioni ed uffici pubblici ed imprenditori. Da agosto 2015 ad oggi sono diverse le perquisizioni effettuate dalla guardia di finanza negli uffici dell'aeroporto, con 14 indagati tra i vertici della stessa società (LEGGI GLI ULTIMI SVILUPPI).

Posti di lavoro, consulenze e sperpero

Tra le irregolarità riscontrate c'è la gestione del progetto "Garanzia giovani", per l'inserimento di giovani nella società, dimostrando che sarebbero state avanzate pressioni di politici locali e dirigenti pubblici per selezionare solo parenti ed amici. 

Altri casi riguardano numerosi episodi di peculato da parte della dirigenza Sacal, con viaggi, pranzi e soggiorni a scopi personali ed in strutture ricettive di lusso. 

Decine le consulenze fantasma per diverse migliaia di euro emerse nelle indagini insieme a selezioni di personale affidati a soggetti con requisiti inferiori a quelli necessari, anche ricorrendo ad atti falsi. 

Alla base delle indagini ci sarebbero diverse intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, anche all'interno degli uffici della società, oltre a diversi documenti. sequestrati. 

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