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Il procuratore capo Nicola Gratteri

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CATANZARO – Il centro immigrati di Isola Capo Rizzuto e i rapporti con la ‘ndrangheta. Milioni di euro per gestire una delle strutture di accoglienza più grandi d’Europa, finiti poi per foraggiare la potente cosca degli Arena di Isola Capo Rizzuto. Tra i tanti fatti gravi ed inquietanti emersi con l’operazione Jonny (LEGGI), con 68 provvedimenti di fermo (LEGGI I NOMI), quello sulla gestione del Cara “Sant’Anna” è il campanello d’allarme più forte.

Forse perché per troppi anni si è parlato di strani intrecci e troppe frequentazioni poco chiare. Tante parole a cui, finalmente, è seguita la giusta attenzione da parte della Procura di catanzaro diretta da Nicola Gratteri.

Dopo l’operazione interforze, è lo stesso procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, ad evidenziare ruoli e collegamenti: «L’operazione di oggi – ha detto – conferma che dove ci sono potere o denaro c’è la ‘ndrangheta che sfrutta i bisogni anche dei disperati. Da un punto di vista giudiziario a noi risulta che tale controllo andasse avanti almeno dal 2009. Lucravano anche sui pasti. Se, per esempio, la società doveva fornire 500 pasti, ne portavano 300, e gli altri non mangiavano».

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Durante la conferenza stampa, Gratteri ha aggiunto: «Il prete, il governatore e gli arena si ingrossano sulla pelle di questi poveracci e comprano teatri, ville e quant’altro. Bravissimi sono stati i colleghi Vincenzo Capomolla e Domenico Guarascio che hanno lavorato fino a 13 ore al giorno per ore e ore di filmati fatte da èlite della polizia giudiziaria».

Il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto ha ripercorso la situazione del clan, dalla faida all’arrivo dei soldi per gli immigrati, passando persino per gli interessi sui reperti archeologici. 

L’inchiesta arriva proprio nei giorni di maggiore attenzione sulle organizzazioni non governative che gestiscono i migranti e sui possibili rapporti. La presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi ha detto: «Il Cara di Isola Capo Rizzuto, era diventato una miniera di denaro per la cosca, che grazie alla complicità del responsabile dell’ente che gestiva il centro, già vicepresidente delle Misericordie, controllava appalti e forniture dirottando nelle casse della famiglia i fondi comunitari destinati ai profughi. Sull’opacità della gestione del Cara in provincia di Crotone, aveva aperto un’inchiesta anche la nostra Commissione. Questa vicenda – ha proseguito Bindi – conferma la capacità delle mafie di sfruttare le debolezze e le fragilità del nostro tempo con un approccio predatorio e parassitario. La tragedia dei migranti è anche un vergognoso volano di corruzione, come già rivelato da Mafia Capitale, che va perseguita e stroncata con estremo determinazione».

Ovviamente non si sono fatte attendere le polemiche, con il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha subito lanciato accuse pesanti: «Ma dai, ma chi l’avrebbe mai detto, l’immigrazione – ha scritto sui social – è un grande affare per i delinquenti… Governo complice! Fermare l’invasione, con ogni mezzo possibile, è un dovere».

In una seconda dichiarazione, Salvini ha aggiunto: «Avete visto quella schifezza calabrese? Anche un parroco fermato, appalti truccati, ong coinvolte insieme a cosche mafiose. Noi lo avevamo detto, di fronte a tutto ciò vedremo di adottare ogni mezzo possibile per fermare questa invasione, perché ormai siamo di fronte a una sostituzione etnica».

Salvini ha lanciato messaggi netti anche al Governo, vista l’operazione che ha portato al fermo anche di un parroco, «spero – ha detto – che il suono delle manette arrivi alle orecchie del Governo. La verità è che il Governo e l’UE sono complici di tutto ciò. Non dimentichiamo che sull’ immigrazione c’è un giro d’affari di 5 miliardi. Meno male che, finalmente, ci sono procuratori che aprono gli occhi e alzano la testa. Del resto ce lo aveva già detto Mafia Capitale: i migranti rendono di più della droga».

Davanti agli arresti eccellenti ed agli affari sui migranti, durissime sono le parole della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Smantellata una cosca della ‘ndrangheta che faceva affari sull’accoglienza dei profughi. Insieme ai mafiosi, arrestato un manager della Misericordia, struttura vicina ai partiti di Governo. C’è altro da dire? Gli sbarchi servono solo ai mafiosi, ai ladri, ai truffatori per rubare con il benestare dei partiti della maggioranza. Basta con questo schifo! Mandiamo a casa questo Governo – ha aggiunto Meloni – complice degli scafisti e di chi lucra sui disperati. Chiediamo al ministro Alfano di riferire immediatamente sui suoi rapporti con uno degli arrestati, vicepresidente della Misericordia, che gestiva milioni di euro destinati all’accoglienza, presente al congresso del suo partito quando lui era ministro dell’Interno». 

Il Movimento 5 Stelle, attraverso una nota congiunta deii membri della Commissione d’inchiesta sui centri di accoglienza per i migranti Cie-Cara, ha sostenuto: «Non possiamo che prendere atto, con rammarico, di come ancora una volta avevamo visto giusto sulla questione del business dei migranti. Plaudiamo a l’enorme sforzo compiuto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine nell’operazione che ha colpito il clan Arena e ha scoperchiato gli interessi mafiosi sul Cara di Isola Capo Rizzuto in Calabria. Una penetrazione così profonda di interessi economici a discapito dei migranti che ha portato al fermo anche del parroco e del capo della Misericordia che gestisce il centro».

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