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Catturato il boss vibonese Pantaleone Mancuso alias "L'ingegnere": era latitante da oltre un anno

Calabria
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Nella foto: 
Uno dei precedenti arresti di Pantaleone Mancuso
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - Dopo oltre un anno finisce l'irreperibilità di Pantaleone Mancuso, 56 anni, alias “L’ingegnere”, ritenuto esponente apicale dell’omonimo clan di Limbadi.

L'uomo è stato infatti arrestato nel pomeriggio al confine tra Nicotera e Joppolo, dai carabinieri delle Stazioni di Joppolo, Nicotera e del battaglione "Cacciatori" di Calabria di Vibo. In pratica a pochi chilometri dal paese di residenza: Nicotera superiore.

Mancuso è stato fermato mentre si trovava in una zona di campagna nel corso di una perlustrazione operata dai militari dell'Arma. Pantaleone "L'ingegnere" si era reso irreperibile subito dopo la sentenza di assoluzione per il duplice tentato omicidio della zia Romana Mancuso e del figlio Giovanni Rizzo commesso, secondo la Procura distrettuale, insieme al figlio Giuseppe Salvatore avvenuto nel 2008 nelle campagne tra Limbadi e Nicotera. Tuttavia, doveva ancora scontare 12 mesi di reclusione nella Casa lavoro di Vasto (Chieti) a seguito di una vecchia condanna di un processo per 'ndrangheta.

Nel 2014 era stato catturato al confine tra Argentina e Brasile con addosso un borsone contente 100mila euro in contanti. Anche in quell'occasione si era reso irreperibile sfuggendo ad un'ordinanza di carcerazione per il duplice omicidio dei due congiunti. Episodio che vedrà Mancuso, il prossimo 12 luglio, comparire come imputato nel processo d’Appello.

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