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Vibo Valentia, arriva l'ok del Ministero: la diga dell'Alaco collaudata in via definitiva

Calabria
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Nella foto: 
Una veduta aerea della diga dell'Alaco
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - La notizia che non ti aspetti arriva il giorno dopo Ferragosto: la diga dell’Alaco, a Brognaturo, nel Vibonese, una delle maggiori opere idrauliche del territorio calabrese, ha ricevuto il disco verde dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È stata, insomma, definitivamente collaudata.

E stato lo stesso dicastero ad informare, attraverso una nota ufficiale, sia la Regione che la Sorical, in qualità di ente concessionario. Sorical che evidenzia come l’impianto di potabilizzazione al servizio della diga sia tra i più moderni e controllati d’Italia.

Da alcuni anni l’acqua dell’invaso artificiale è controllata da cinque organismi diversi: il Cnr di Verbania, le Aziende sanitarie di Catanzaro e Vibo, dai laboratori di analisi della Sorical stessa e da una società esterna. I campionamenti vengono fatti in contraddittorio per fugare ogni dubbio sulla correttezza delle procedure applicate. La realizzazione dell’importante infrastrututra idraulica venne programmata - nell’ambito del progetto speciale PS 26 - già dalla fine degli anni ’50 del secolo scorso dalla allora Cassa per il Mezzogiorno allo scopo di assicurare l’approvvigionamento idropotabile di una vastissima area della Calabria centro-meridionale ed in particolare della massima parte del territorio della Provincia di Vibo Valentia. Il completamento della diga avvenne nel 2002 da parte della Regione Calabria, utilizzando anche Fondi dell’Unione Europea e la messa in esercizio nel 2003. Poi, con la successiva presa in carico del progetto da parte della Sorical Spa, nel luglio del 2005 furono avviati i lavori di ammodernamento e potenziamento dell’impianto di potabilizzazione oltre ad altri lavori di miglioramento del sistema di adduzione - tutti sempre definiti come interventi prioritari dalla Regione Calabria nei propri atti di programmazione infrastrutturale ed intrapresi dalla Sorical nell’ambito del proprio programma degli investimenti approvato dalla Regione Calabria - si è finalmente fatto in modo che una delle più rilevanti infrastrutture idrauliche della Calabria, fino ad allora soltanto un’opera “incompiuta”, raggiungesse il suo assetto funzionale per il quale fu progettata e realizzata.

«Pur se in carenza del completamento e della messa in esercizio della diga - rileva la società - già dai primi degli anni ’80 l’acquedotto Alaco veniva per lunghe tratte ad essere realizzato e messo in esercizio per separati stralci funzionali. L’impianto di potabilizzazione veniva completato ed avviato all’esercizio nel 1985 dalla Cassa per il Mezzogiorno e successivamente esercito dalla Regione Calabria fino alla fine del 2004, seppure in condizioni di assoluta precarietà, sia quantitativa che qualitativa. A riprova di tale stato di cronica precarietà le ripetute situazioni di crisi idrica, gestite in diversi casi con l’emanazione di Ordinanze emergenziali da parte delle competenti Autorità, che pressoché ogni anno nel corso della stagione estiva, affligevano la Città di Vibo Valentia ed una buona parte dei Comuni della provincia vibonese connessi allo schema acquedottistico in oggetto». L’obiettivo del completamento e della messa in servizio della diga ha sempre avuto una posizione «assolutamente prioritaria e di fondamentale importanza in tutti gli atti di programmazione della Regione in materia di infrastrutture idrauliche e dell’utilizzo delle risorse idriche».

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