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Guerra di 'ndrangheta tra le cosche del Crotonese

Arresti per omicidi a Bologna, c'è boss Grande Aracri 

Calabria
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Un'operazione della polizia
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CROTONE - Il capocosca Nicolino Grande Aracri, già detenuto per vicende di 'ndrangheta, è uno dei tre destinatari dell’ordine di custodia cautelare in carcere per i delitti del 1992.

Oltre a Grande Aracri, 58 anni, sono stati arrestati Nicolino Sarcone, 52, altro esponente di spicco della 'ndrangheta in Emilia, e Angelo Greco, 51 anni, al vertice della ndrina distaccata di San Mauro Marchesato. Anche gli altri due sono detenuti per altra causa.

L’impulso alle indagini è stato dato delle dichiarazioni dei due pentiti Angelo Cortese e Antonio Valerio. Le vittime, il 33enne Nicola Vasapollo ed il 35enne Giuseppe Ruggiero, furono uccise nell'ambito di una feroce guerra di mafia combattuta tra la Calabria e il Nord Italia.

La misura cautelare è stata emessa dal Gip di Bologna nell'ambito dell'operazione "Aemilia 1992", coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna - Direzione Distrettuale Antimafia.

I poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Emilia stanno eseguendo anche perquisizioni nei confronti di altre persone coinvolte nelle indagini. L'attività investigativa ha permesso di ricostruire la vicenda che vide contrapposte la cosca Grande Aracri-Dragone- Ciampà e il sodalizio Vasapollo-Ruggiero in lotta per conseguire l'egemonia delle attività illecite nelle province di Crotone e Reggio Emilia.

Entrambe le vittime, appartenenti al gruppo Vasapollo-Ruggiero, vennero uccise nelle rispettive abitazioni mentre si trovavano agli arresti domiciliari. In una occasione i killer, armati di pistola, per costringere Giuseppe Ruggiero ad aprire la porta di casa, simularono un controllo delle forze dell'ordine indossando divise e con una finta auto di servizio.

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