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Carabinieri, il piano di Del Sette per la Calabria

Dalla sede di Catanzaro alle Stazioni in Aspromonte

Calabria
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L'inaugurazione della sede di Catanzaro
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CATANZARO - L'Arma dei Carabinieri aumenta la sua forza e i suoi presidi in Calabria, attraverso la realizzazione di nuove caserme e la razionalizzazione di strutture e presidi già esistenti, ottenendo anche con un forte risparmio in termini economici.

I provvedimenti sono stati illustrati dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale Tullio Del Sette, nel corso della cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro. Una cerimonia ricca di presenze, a partire dai procuratori Federico Cafiero de Raho (neo procuratore nazionale antimafia e anterrorismo) e Nicola Gratteri, quindi i vertici di tutte le forze dell'ordine, prefetti e rappresentanti istituzionali. Il taglio del nastro è stato, invece, affidato a Simona Dalla Chiesa, figlia del compianto generale Dalla Chiesa.

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Carabinieri sede Catanzaro

La cerimonia di oggi riguarda l'utilizzo di un'ala dell’attuale Comando Legione che ospiterà tutti i reparti del Comando provinciale, mentre nel centro città, nella caserma Triggiani, sono rimasti allocati i Comandi Compagnia e Stazione. In questo caso, lo spostamento ha prodotto un intervento che, ha sottolineato Del Sette, “consente di impiegare i carabinieri in una sede più adeguata alle esigenze attuali, anche rispetto a mobilità e apparati, ed anche un notevole risparmio dal punto di vista economico:380mila euro l’anno”.

Un piano per l'Aspromonte

Il piano di interventi in Calabria è molto più ampio, dal momento che comprende anche la realizzazione di tredici nuove Stazioni in Aspromonte, grazie alla collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presente il Capo di Gabinetto, Mauro Bonaretti; con il Demanio, presente il direttore regionale dell’Agenzia, Giuseppe Tancredi; con il Provveditorato interregionale delle opere pubbliche, rappresentato dal provveditore Donato Carlea.

Per le Stazioni in Aspromonte il piano illustrato dal generale Del Sette prevede: entro il 2018 il completamento delle Stazioni di Seminara, Santa Cristina d’Aspromonte, Cosoleto, Bruzzano e Palizzi marina. Quindi il secondo step con Gerace, Sant’Eufemia di Aspromonte, Saline e Montebello. Il terzo lotto prevede Molochio, Oppido Mamertina e Samo, mentre interventi di messa in sicurezza sono stati programmati a Melicucco e Rosario Valanidi con l’adeguamento sismico che sarà perfezionato a Laino Borgo, Sinopoli e Siderno.

Del Sette ha sottolineato il ruolo dell’Agenzia del Demanio e del Provveditorato alle opere pubbliche, oltre che delle amministrazioni locali che hanno lavorato per reperire gli immobili.

Il piano per l'ex Corpo forestale

“Quindici milioni sono stati assegnati, in tre anni, dal Ministro Delrio – ha sottolineato il generale – per questa serie di strutture. L’altro programma a cui teniamo moltissimo è quello di razionalizzazione per l’accorpamento dell’ex Corpo forestale dello Stato. Uno degli obiettivi della riforma era quello del risparmio per locazioni ed altro, qui in Calabria saranno venti le strutture interessate”.

Nel piano per l’ex Corpo forestale è previsto, dunque, l’accorpamento dei servizi in presidi dell’Arma dei Carabinieri, come nel caso di Catanzaro, Bagaladi, Brancaleone, Caulonia, Locri, Mammola e Oppido Mamertina. Già attuati o in fase di completamento altri interventi di razionalizzazione per l’Arma dei Carabinieri a Vibo Valentia, Lamezia Terme e Gioia Tauro.

La lotta alla 'ndrangheta

Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri ha sottolineato il ruolo del Corpo nella lotta alla 'ndrangheta: “Sta facendo molto per la lotta alla ‘ndrangheta, insieme agli altri ovviamente, e soprattutto alle dipendenze dell’Autorità giudiziaria”. 

“Abbiamo costituito il Battaglione "Calabria" a marzo, con una compagnia di intervento operativo e di supporto alla territoriale. Abbiamo poi elevato a livello di Gruppo i Comandi di Lamezia Terme e Gioia Tauro dotandoli di nuovi Nuclei investigativi, facendo uno sforzo notevolissimo”, quindi gli interventi strutturali con un piano annunciato proprio a Catanzaro che, secondo De Sette, “hanno un riflesso enorme nel contrasto alla ‘ndrangheta da parte dello Stato, perché assicurano un presidio fisso dei carabinieri in questi luoghi di pochi abitanti, a volte, ma dove c’è bisogno della presenza dello Stato anche fisica”.

Il contributo della Regione

Alla presentazione era presente anche il vicepresidente della Giunta regionale, Antonio Viscomi, il quale ha confermato la collaborazione della Regione Calabria in queste iniziative “per contribuire a costruire – ha detto – una regione normale”, dal momento che “l’antimafia seria deve misurarsi anche sulla realizzazione delle spese”.

Gratteri e l'élite di investigatori

Anche il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha sottolineato il clima positivo che si respira in Calabria e nel distretto di Catanzaro: “La sfida è difficile perché parliamo di ‘ndrangheta di serie A, però vi assicuro che le forze dell’ordine che ci sono in questo momento nel distretto sono di altissima qualità, la Procura si è rinforzata non solo numericamente, ma anche sul piano della mentalità, quindi sono fiducioso perché il 2018 si inizi a crescere anche come risultati”.

Rispetto ai progetti dell’Arma dei Carabinieri, con nuove caserme e più personale e mezzi in Calabria, Gratteri ha detto: “E’ un grande progetto che questo comandante generale ha ideato e pensato insieme al direttore del Demanio. Stanno crescendo i carabinieri anche come strutture. Il grande progetto è in realtà il fatto che il Comando generale ha mandato qui l’élite della polizia giudiziaria. La cosa importante è che nel distretto di Catanzaro sono arrivati colonnelli, tenenti colonnelli, capitani e marescialli di altissimo profilo. Ora il distretto di Catanzaro è diventato allettante – ha aggiunto - è bello anche lavorarci anche ai fini della carriera. Dopo un anno, stiamo incominciando a raccogliere i frutti e stiamo vedendo magistrati e forze dell’ordine chiedere di venire a lavorare nel distretto di Catanzaro. Questo è molto bello e positivo e ci rincuora – ha concluso Gratteri - oltre a dare buone speranze nel pensare che avremo un distretto più sicuro e con risultati ancora migliori”.

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