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La storia: Michele, un sorriso per Natale nato da una truffa on line

Calabria
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Nella foto: 
La consegna di Bea al piccolo Michele
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COSENZA - Una bella storia di solidarietà è scritta dagli agenti della polizia cosentina. Tutto ha inizio nelle settimane precedente il Natale appena trascorso, allorquando il signor Giuseppe, alla guida della sua autovettura in compagnia del figlio minore Michele e di altre due sorelle, incontrano per strada una pattuglia della polizia stradale in servizio alla sottosezione di Cosenza Nord.

Il signor Giuseppe, si ferma, si avvicina agli agenti, e nel chiedere delle informazioni agli stessi racconta una storia: racconta che insieme al figlio, affetto da una gravissima patologia neoplastica, nelle settimane precedenti avevano cercato di comprare un cucciolo di cane online, ma come accade spesso per gli acquisti in rete anche avendo corrisposto il dovuto al venditore non avevano ricevuto nulla. Il cucciolo avrebbe dovuto essere il regalo di Natale per Michele, ma visto com’era andata, adesso avrebbero dovuto aspettare un po’ di tempo per cercare di acquistarne un altro. Nella circostanza il signor Giuseppe, chiedeva al personale della polizia di stato come e dove poter formalizzare la denuncia per la truffa subita e gli operatori della polizia stradale indirizzavano in maniera inequivocabile il signor Giuseppe.

Gli agenti della polizia stradale, colpiti dal racconto, da subito decidevano di dover fare qualcosa e al rientro in ufficio informavano il comandante della sezione polizia stradale di cosenza, Giovanni Spina, che immediatamente accoglieva con entusiasmo l’idea. Unanimemente, anche con gli altri colleghi della sottosezione polizia stradale di Cosenza Nord, decidevano che per Natale avrebbero fatto una sorpresa a Michele, gli avrebbero regalato loro un cucciolo di cane.

Sabato 23, antivigilia di Natale, Giuseppe, la moglie e Michele sono stati invitati a raggiungere i locali della sottosezione polizia stradale di Cosenza Nord, dove a sorpresa veniva regalato un cucciolo di nome Bea a Michele. Non ci sono parole per descrivere la gioia di Michele e le emozioni vissute da tutti, in particolare da Michele e anche da Bea che dall’espressione sembrava aver capito quello che stava accadendo. Questa storia il signor Giuseppe ha voluto fortemente che venisse divulgata per comunicare a tutti «le grandi doti di umanità e solidarietà espresse dal personale della polizia di stato».

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