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Nuovo blitz della Finanza al comune di Cosenza

Sotto esame le missioni esterne e i rimborsi spese

Calabria
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La sede del municipio
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COSENZA - LA guardia di finanza torna a Palazzo dei Bruzi, già meta prediletta nell’ultimo triennio per l’affaire luminarie e appalti cosiddetti spezzatino. Ora, però, l’ennesimo raid sembra anticipare il tema di un nuovo filone investigativo: quello delle missioni svolte da una parte del personale con relativi rimborsi spese accordati dal Municipio. In particolare, sotto la lente dei finanzieri sarebbero finiti i rendiconti delle trasferte lavorative riconducibili a collaboratori del sindaco Mario Occhiuto.

Gli uomini in divisa hanno acquisito una corposa documentazione in materia e, come da copione, la loro presenza negli uffici comunali non è passata inosservata.

Top secret, ovviamente, i dettagli e particolari dell’inchiesta che, nei prossimi mesi, potrebbe riservare qualche sorpresa. La vicenda fa il paio con l’indagine avviata alcuni mesi fa a seguito di una denuncia presentata dallo stesso Occhiuto contro un suo ex fedelissimo: il segretario Giuseppe Cirò, inciampato proprio su storia analoga. Non a caso, il primo cittadino contestava al suo ormai ex collaboratore di aver fatto la cresta sulle trasferte del sindaco, gonfiandone le spese o inventando di sana pianta alcune missioni in realtà mai effettuate.

La denuncia risale a più di un anno fa, ma da allora non si sono verificati particolari sussulti se non l’iscrizione nel registro degli indagati di Cirò per truffa e per un’ipotesi di peculato. Nel frattempo, l’indagato ha cambiato più volte difensore (da Angelo Pugliese a Francesco Chiaia passando per Franz Caruso), mentre una staffetta si è consumata anche in Procura, con il passaggio di consegne dal pubblico ministero Giuseppe Cozzolino al suo collega Giuseppe Visconti, sempre sotto la supervisione del procuratore aggiunto Marisa Manzini; fatto sta che di recente l’inchiesta sembra aver subito un’accelerata con l’interrogatorio al quale lo stesso Cirò si sarebbe sottoposto, salendo al quarto piano del palazzo di giustizia.

Un colloquio coperto anch’esso dal più rigoroso dei segreti investigativi, ma durante il quale - ca va sans dire - il già segretario del sindaco si sarebbe difeso, offrendo anche una spiegazione alternativa rispetto alle contestazioni mosse contro di lui dagli inquirenti. Non è chiaro se tra il caso Cirò e la nuova visita in Municipio delle fiamme gialle ci sia un legame solo concettuale o se, invece, le due vicende siano intimamente più connesse: nei prossimi giorni ne sapremo di più.

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