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'Ndrangheta, tutela per la madre di Matteo Vinci

La Prefettura: «Misure disposte subito dopo l'attentato»

Calabria
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Nella foto: 
L'auto su cui viaggiava Matteo Vinci con il padre
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LIMBADI (VIBO VALENTIA) - Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci, morto a Limbadi il 9 aprile scorso a causa dell’esplosione di una bomba collocata nella sua auto, è sottoposta a misure di tutela.

E’ quanto afferma in una nota la Prefettura di Vibo Valentia in relazione alle dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Giuseppe De Pace, legale della famiglia, che ieri ha sostenuto che alla donna «non è stata ancora assegnata la scorta» annunciando una conferenza stampa per lunedì prossimo.

«Si precisa - è scritto nella nota della Prefettura - che nei confronti della signora Rosaria Scarpulla, sono state subito disposte delle misure tutorie ritenute congrue dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e che, in relazione alle proprie competenze, sta seguendo con particolare attenzione gli sviluppi della vicenda».

L'avvocato De Pace aveva annunciato la conferenza stampa, affermando: «Dopo quattro settimane dall’attentato terroristico mafioso –afferma il legale- che ha falciato la vita del dottor Matteo Vinci e gravemente ferito suo padre, tuttora ricoverato in terapia intensiva presso il Centro grandi ustioni di Palermo, non è stata ancora assegnata la scorta a protezione della superstite signora Rosaria Scarpulla, coraggiosa testimone di giustizia».

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